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18.09.2020 Tags: Brescia

Nomine supplenti al «rallentatore» Caos e rischio cause

I precari ieri mattina all’esterno dell’ufficio scolastico
I precari ieri mattina all’esterno dell’ufficio scolastico

La tensione comincia a salire. Il sistema di reclutamento dei supplenti annuali, più di 3500 su 13mila docenti in organico, comincia dare i risultati che si temevano. I continui rimandi, la piattaforma che funziona a spizzichi, la nuova graduatoria provinciale giunta tardi e per la fretta piena di errori, la vastità dell’operazione nel territorio bresciano, secondo in Lombardia solo a Milano, le oltre 32mila domande pervenute, un online forzato con pregi, ma tanti difetti da tarare, stanno dando i loro frutti. Ieri mattina un gruppo di precari si sono ritrovati in via Sant’Antonio, davanti all’Ufficio scolastico provinciale, per chiedere chiarezza e un incontro con qualcuno che avesse questo potere illuminante. Non era una manifestazione, non c’erano slogan e cartelli però sono si sono visti la polizia e i carabinieri. «E dobbiamo dire meno male perché è stata la loro presenza che, dopo inutili attese, ci ha consentito di varcare la porta e parlare con la segreteria. Per fare cosa? Per prendere un appuntamento, accompagnati dalla Digos» riferisce Sonia Trovato, ricevuta con Lucia Dante, a nome dei presenti. Oggi alle 10 i precari, che da anni già lavorano nella scuola, come la Trovato da quattro anni, torneranno «per capire qualcosa e fare le nostre richieste» dicono. «Vogliamo essere informati meglio sul funzionamento del sistema telematico, sui meccanismi che possono mettere in gioco il nostro posto di lavoro, sull’incrocio delle preferenze anche col sostegno, sulle sedi da scegliere, o sotto casa o in valle, non è uguale. Non solo ci sono punteggi sbagliati ma si rischia di sbagliare la scelta o addirittura, stritolati dai congegni, di restare a bocca asciutta dopo anni in classe. Visto che non si può avere un’interlocuzione, visto che i telefoni non rispondono e i campanelli suonano invano, visto che bisogna rimanere h24 davanti al computer per apprendere le ultime notizie, vorremmo almeno regole più evidenti, di cui essere messi al corrente. Invece non capiamo niente, non abbiamo nessuna voce in capitolo, facciamo da cavie a un sistema che non funziona. E siamo fortunati noi che abitiamo a Brescia, dovendosi prendere subito servizio» spiega Sonia che ha scritto un libro sulla sua esperienza di insegnamento in carcere. I lavoratori sono in contatto via Facebook, come ormai accade oggi per queste cose: qualcuno vorrebbe tornare a una presenza, o almeno a un dialogo via internet, qualcun altro si arrende, sa che il processo telematico è irreversibile, anche se va limato. Intanto ieri, la prima giornata di nomine che dovranno mettere su una cattedra più di 3500 docenti in un anno difficilissimo, non è stata molto proficua. Sono stati nominati solo gli insegnanti di sostegno nell’infanzia, 77, che prenderanno servizio domani, attesissimi. OGGI SI PASSERÀ alle primarie, dove sono centinaia i posti da coprire mentre un altro slittamento porterà, se non ce ne saranno altri, alle ultime nomine, quelle per le secondarie di primo e secondo grado, fra il 23 e 24. «Non si chiuderà per tutte le discipline. Di posti vacanti ne resteranno e la palla passerà agli istituti che però dovranno attingere alla graduatoria provinciale, non alla propria interna, scegliendo coloro che sono rimasti senza assegnazione nella loro materia» afferma Luisa Treccani, segretario generale della Cisl Scuola che con i colleghi sindacalisti ieri ha sostenuto una trattativa per il miglioramento dei lavori e per una maggiore tranquillità degli oltre 30mila in ansia. E che aggiunge: «Rimane il giudizio negativo su una Gps che creerà molti contenziosi. Dopo un tentativo di conciliazione, si passerà all’azione legale». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Magda Biglia
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