CHIUDI
CHIUDI

04.08.2019

Nuovo carcere di Verziano, a Roma è stallo

Il parlamentare del Partito Democratico, Alfredo Bazoli, denuncia una «lentezza esasperante» nell’iter per la realizzazione del nuovo carcere
Il parlamentare del Partito Democratico, Alfredo Bazoli, denuncia una «lentezza esasperante» nell’iter per la realizzazione del nuovo carcere

«Sappiamo che ci vorrà tempo per realizzare concretamente il progetto, saranno necessari passaggi governativi e amministrativi, ma la cosa importante, ora, è che l’iter del nuovo carcere prenda il via». Così parlava nel novembre del 2012 Adriano Paroli, allora sindaco della città, consapevole che sarebbero trascorsi anni prima di trasferire i detenuti dal vecchio Canton Mombello ad un’altra struttura, forse non immaginando che l’attesa sarebbe stata sì lunga, ma non estenuante. Sembrò a qualcuno una previsione pessimistica quella proferita a gennaio del 2017 da Gianni Girelli, il quale pronosticò in «sei o sette anni» il tempo che sarebbe trascorso prima dell’inaugurazione del nuovo penitenziario. Due anni e mezzo dopo, c’è chi sospetta che il consigliere regionale del Pd abbia peccato d’ottimismo. TIMORE che ha pervaso anche Alfredo Bazoli, latore a inizio giugno di un’interrogazione a risposta scritta indirizzata ai ministri Cinque Stelle della giustizia e delle infrastrutture, presentata per «conoscere a che punto si trovi l'iter procedurale, quali siano i tempi ragionevolmente prevedibili per la realizzazione dell'opera e la sua entrata in esercizio, quali stralci funzionali siano previsti nella realizzazione in relazione agli stanziamenti ad oggi in essere, quante risorse ulteriori sarebbero necessarie per completare le opere con tutte le previsioni inizialmente immaginate ed elencate nelle premesse, quali ipotesi siano attualmente state formulate dalle amministrazioni centrali per la destinazione dell'immobile di Canton Mombello una volta esaurita la sua originaria funzione». Da parte di Alfonso Bonafede e di Danilo Toninelli non è ancora arrivata risposta, attesa a pausa estiva dei lavori parlamentari terminata. «Non si capisce bene quale sia lo stato dell’arte, non abbiamo riscontri certi, di ufficiale sappiamo che è stato conferito l’incarico per la progettazione, ma non conosciamo a che punto sia l’iter e non abbiamo notizie sulle tempistiche», afferma il parlamentare del partito democratico. Bazoli parla di «lentezza disperante». «Da quando, a novembre 2015, il ministero comunicò che consisteva nell’ampliamento della casa circondariale di Verziano l’intervento (dal valore di 15,5 milioni individuati un anno prima) da effettuarsi in Lombardia per una nuova struttura carceraria, sappiamo unicamente che è stato affidato il progetto di realizzazione. E stop». Per il resto, notizie raccolte personalmente e in via informale dal componente la commissione giustizia di Montecitorio e indiscrezioni rivelate a mezzo stampa. Avere le risorse necessarie non riuscire a far partire un’opera? «È uno dei drammi di questo Paese», constata Bazoli. Nessuna nuova anche dal versante Loggia, impegnata in una complessa «partita di giro» che consiste nell’acquisire i terreni a Verziano su cui erigere il nuovo carcere, da ottenersi offrendo in permuta ai proprietari Palazzo Bonoris di via Tosio. Una volta entrati a far parte del portafoglio immobiliare del Comune, gli stessi verrebbero ceduti allo Stato in cambio di una porzione della ex caserma Randaccio. «Per quanto ne so io, nessuna novità», fa sapere Michela Tiboni, assessore all’urbanistica. Intanto, proprio l’altro ieri il prefetto Attilio Visconti durante un incontro con il Sinappe si è reso disponibile a coordinare un tavolo tecnico su questo tema, per portare all’attenzione del Governo l’esigenza di realizzare il nuovo carcere di cui ormai si parla da anni. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mauro Zappa
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1