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28.11.2020 Tags: Brescia

Omicidio Bailo, confermati in appello i 16 anni per Pasini

Manuela Bailo era scomparsa nel luglio del 2018: uccisa era stata gettata in una vasca di liquami
Manuela Bailo era scomparsa nel luglio del 2018: uccisa era stata gettata in una vasca di liquami

La Corte d'assise d'appello di Brescia ha confermato la condanna a sedici anni di reclusione nei confronti di Fabrizio Pasini, l'ex sindacalista della Uil che nell'estate del 2018 ha ucciso la collega e amante Manuela Bailo nascondendo poi il corpo in una vasca per i liquami di una cascina abbandonata ad Azzanello in provincia di Cremona. In primo grado, il processo si era celebrato con il rito abbreviato (la pena è quindi ridotta di un terzo), il gup aveva escluso la premeditazione. Una valutazione condivisa, le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni, anche dai giudici togati e popolari di secondo grado che hanno respinto la richiesta della procura Generale di riconoscere l'aggravante e di condannare Pasini a 30 anni di reclusione. «Sono profondamente delusa – il commento di Patrizia Talenti , la mamma della 35enne di Nave che per gli inquirenti sarebbe stata finita dall'amante con una coltellata alla gola – Meritava l'ergastolo la persona che ha condannato a morte la donna che diceva di amare». Molto dure anche le parole di Arianna, la sorella di Manuela. «Solo pochi giorni si è celebrata la giornata contro la violenza sulle donne – ha osservato – Come si fa a dire alle donne di denunciare e di avere fiducia se chi uccide viene condannato a soli sedici anni». E' invece soddisfatto, nonostante la corte abbia respinto il ricorso con cui chiedeva anche la riqualificazione del reato da omicidio volontario a preterintenzionale, Pietro Paolo Pettenadu il legale dell'ex sindacalista in carcere dall'agosto di due anni fa quando i carabinieri lo arrestarono di ritorno dalle vacanze trascorse in Sardegna con la famiglia raggiunta qualche giorno dopo il delitto. «Aspettiamo le motivazioni – sottolinea – Poi vedremo se fermarci e rendere la sentenza definitiva oppure ricorrere in Cassazione». Manuela Bailo era scomparsa nel nulla il 28 luglio di due anni fa. Quella stessa notte era stata uccisa a Ospitaletto nella casa della madre dall'uomo con cui da un paio d'anni aveva una relazione. Pasini, dopo averla tenuta nascosta per oltre un giorno l'aveva caricata in auto e portata nella cascina di Azzanello, un luogo che conosceva perché lì con gli amici era andato diverse volte a praticare softair. Il 20 agosto, al rientro dalle ferie, i carabinieri che lo avevano tenuto d'occhio per tutta la villeggiatura l'avevano aspettato davanti alla sua abitazione di Ospitaletto e messo davanti alle prove recuperate nel corso delle indagini, il 50enne aveva confessato. «L'ho spinta – aveva raccontato –. Abbiamo litigato, ma non le ho tagliato la gola». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paolo Cittadini
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