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21.11.2020 Tags: Brescia

Omicidio Bugna, ore d’attesa [ANNULLO]per la revisione del processo

Bruno Lorandi, durante un processo, con l’avvocato Scapaticci
Bruno Lorandi, durante un processo, con l’avvocato Scapaticci

[FIRMA]Mario PariBisognerà attendere. Nella tarda serata di ieri non era ancora stato resa nota la pronuncia della Cassazione sul caso Lorandi. L’avvocato Alberto Scapaticci aveva annunciato l’intenzione di ricorrere sin dalle ore successive alla pronuncia della corte d’appello di Venezia. Nel novembre 2019 i giudici veneziani avevano respinto la richiesta di revisione del processo. Ma il legale aveva subito ripreso in mano la documentazione e in particolare le perizie sui consumi energetici. Questo perchè sulla scena del crimine c’era un ferro da stiro acceso. Per l’accusa, però, sarebbe stato acceso solamente per una messinscena, da parte di Bruno Lorandi. Clara Bugna, nella ricostruzione accusatoria, quella mattina non avrebbe mai stirato. In questi anni l’avvocato Scapaticci ha lavorato parecchio sul tema del consumo energetico in quei minuti fondamentali per le indagini. Si è affidato al professor Alessandro Ferrero, del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano. «Non avendo le conoscenze necessarie per capire che i dati erano irrecuperabili - ha spiegato il docente, parlando dell’accusa -, si sono affidati alla apparente corrispondenza della ricostruzione effettuata con un diagramma di consumi plausibile, ma non corrispondente al vero. Per accorgersene, avrebbero dovuto usare tecniche di analisi dei dati ai tempi non note, ma oggi disponibili nei software di elaborazione dati più avanzati». Non solo. «Con gli strumenti di oggi - ha aggiunto Ferrero - è possibile analizzare in modo agevole e ragionevolmente rapido i consumi riallineati nei vari giorni, inclusi quelli posteriori al delitto. Dimostrando in modo inequivocabile, che il riallineamento dei consumi non ha ritrovato l’asse temporale originale». Considerazioni e accertamenti che sono diventate un caso di studio negli Stati Uniti, all’ AAFS, American Academy of Forensic Sciences di Houston. [CROSSHEAD]LA STORIA RECENTE di questa vicenda è quella di un ricorso in Cassazione in cui il sostituto procuratore generale ha sbagliato il nome della vittima e ha indicato quello di una vicina di casa di Clara Bugna e Bruno Lorandi. Andando a ritroso negli anni non si può non ricordare quel terribile 10 febbraio 2007, quando il corpo senza vita di Clara Bugna venne ritrovato nell’abitazione in cui i due coniugi vivevano a Nuvolera. Era per Bruno Lorandi l’ultimo giorno di lavoro e in cui compiva 60 anni. Venne chiamato, sul posto di lavoro, dal ristorante in cui Clara Bugna lavorava e dove quella mattina non si era presentata. Lorandi corse a casa: la moglie giaceva esanime per terra, con la cintura dell’accappatoio stretta al collo, in sala. Poco lontano, l’asse da stiro con il ferro acceso. Lorandi venne in seguito indagato, arrestato e condannato in ogni grado di giudizio. Ma parlare del rapporto di Lorandi con la giustizia significa andare con la mente all’omicidio del figlioletto Christian, avvenuto nel 1986. Anche allora Bruno Lorandi era stato indagato e arrestato, ma assistito dagli avvocati Alberto Scapaticci e Claudio Barbieri, assolto in ogni grado di giudizio. [END]© RIPRODUZIONE RISERVATA

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