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13.12.2019

Omicidio Crotti, un
processo con «sconto»
per l’imputata

Carabinieri nel luogo del ritrovamento del corpo di Stefania Crotti
Carabinieri nel luogo del ritrovamento del corpo di Stefania Crotti

Vuole ribadire la propria versione, ma vuole anche scusarsi. Il gup Alberto Pavan ha accolto la richiesta dell’avvocato Gianfranco Ceci, difensore di Chiara Alessandri, in carcere dal gennaio scorso in quanto accusata dell’omicidio di Stefania Crotti. IERI È INIZIATA l’udienza preliminare durante la quale è stato ammesso il processo con rito abbreviato condizionato. Il 27 febbraio prossimo verrà quindi interrogata Chiara Alessandri. Ma è stato ammesso anche il deposito di documentazione con cui la difesa vuole dimostrare in quali pesanti condizioni familiari si trovasse la propria assistita quando è stata uccisa Stefania Crotti. L’intera vicenda si è sviluppata nella Bergamasca, a Gorlago. Ma il corpo carbonizzato di Stefania Crotti è stato trovato ad Erbusco. Nei polmoni della vittima, è emerso, c’erano tracce di fumo: la donna era dunque ancora viva quando è stato dato fuoco al corpo. La morte è così avvenuta in territorio bresciano e da questo discende la competenza bresciana prima nelle indagini, ora davanti al giudice. Nella vicenda del delitto di Gorlago ed Erbusco ciò però che ha colpito in modo particolare è stato il modo in cui Stefania Crotti è stata attirata in trappola da Chiara Alessandri. La vittima è stata attesa, all’esterno dell’azienda in cui lavorava, a Cenate Sotto, da un conoscente dell’imputata. Stefania Crotti è stata convinta a salire sul furgone guidato dall’uomo, per raggiungere una località in cui, le era stato detto, il marito le avrebbe ribadito il suo amore. Questo ricopre un significato particolare nell’intera vicenda dal momento che l’imputata e il marito della vittima, nei mesi precedenti, avevano avuto una relazione Una località, però, segreta, al punto che la donna venne bendata e portata con un furgone a casa di Chiara Alessandri. E quando le venne tolta la benda, Stefania Crotti si ritrovò nel garage dell’Alessandri. L’imputata ha dichiarato d’aver organizzato tutto solo per un chiarimento. E, sempre nella sua versione, ne sarebbe scaturita una colluttazione. STEFANIA CROTTI è stata poi colpita alla testa con un martello. Il cadavere è stato poi caricato in macchina e portato nelle campagne tra Erbusco e Adro. Lì è stato incendiato. Chiara Alessandri nega d’essere stata la responsabile della distruzione del cadavere e di non aver premeditato alcun delitto. Ma le convinzioni del pm Teodoro Catananti vanno invece in questa direzione. Ieri era presente anche il legale delle parti civili, i familiari della vittima. «Stiamo scandagliando la vita di Stefania Crotti - ha detto l’avvocato Ceci - per vedere come sia arrivata ad un gesto così tragico». Ora però, anche nel processo con rito abbreviato che prevede lo sconto di un terzo della pena, rischia l’ergastolo. •

Mario Pari
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