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17.10.2020

Omicidio Fantoni, la crudeltà di Pavarini negli atti d’accusa

Francesca Fantoni è stata uccisa a Bedizzole il 25 gennaio scorsoI carabinieri della Scientifica  nelle prime fasi delle indagini, subito  dopo il ritrovamento del corpo
Francesca Fantoni è stata uccisa a Bedizzole il 25 gennaio scorsoI carabinieri della Scientifica nelle prime fasi delle indagini, subito dopo il ritrovamento del corpo

Ora l’inchiesta è chiusa ma rimane aperto, in modo che forse non era mai apparso così netto, uno scenario, penalmente un’aggravante: la crudeltà. Il pm Marzia Aliatis ha chiuso le indagini sull’omicidio di Francesca Fantoni, avvenuto il 25 gennaio scorso a Bedizzole. Ad Andrea Pavarini vengono contestati l’omicidio volontario e la violenza sessuale. E l’aggravante della crudeltà, nella ricostruzione della procura, è presente in entrambi i reati contestati. Che nella ricostruzione accusatoria non mancassero i riferimenti alla crudeltà usata nei confronti della vittima nei momenti immediatamente antecedenti il delitto, in qualche modo era già emerso. La vittima sarebbe stata colpita con pugni e calci al volto, con la conseguenza d’aver provocato fratture e contusioni, oltre a ferite al volto. Poi, la violenza con cui è stato stretto il collo, fino a strozzarla. Tutto ciò aggravato anche dal fatto che Pavarini avrebbe approfittato delle ore serali e del luogo, una zona appartata e senza illuminazione per agire in modo che Francesca Fantoni avesse possibilità di difesa ridotte. Ma tanta crudeltà emerge anche dalla ricostruzione della procura relativa alla violenza sessuale: ci sono gli slip strappati, ma c’è anche il ricorso a un oggetto di plastica per alcuni gesti che hanno lasciato il segno, in modo atroce, su un corpo devastato dalla violenza. PROPRIO recentemente si era peraltro concluso l’incidente probatorio in cui Andrea Pavarini era stato sottoposto a perizia psichiatrica. Una perizia che aveva stabilito come l’indagato fosse in grado d’intendere e di volere al momento del fatto e che fosse in grado di prendere parte al procedimento giudiziario. Questo anche se il perito, il professor Sergio Luca Monchieri, ha stabilito che «le competenze cognitive del signor Pavarini risultano nel complesso gravemente deficitarie e il suo funzionamento cognitivo si colloca globalmente a un livello definibile come estremamente basso» e «la valutazione effettuata ha quindi messo in luce le notevoli difficoltà a cui egli può andare incontro nella quotidianità». Ma in queste ore la mente va alla crudeltà subita da Francesca. •

Mario Pari
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