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23.04.2019

Ora il dolce sorriso
di Marina rivive nei
volti dei bimbi siriani

I bambini della Siria hanno una speranza grazie al generoso impegno della famiglia FasserIl sorriso di Marina Fasser: i suoi sogni ora rivivono negli altriIl pane per i piccoli del campo di AtmaIn classe nella scuola della provincia di Idlib a Sarmada
I bambini della Siria hanno una speranza grazie al generoso impegno della famiglia FasserIl sorriso di Marina Fasser: i suoi sogni ora rivivono negli altriIl pane per i piccoli del campo di AtmaIn classe nella scuola della provincia di Idlib a Sarmada

Il mondo era la sua casa. Marina Fasser, giovane bresciana drammaticamente scomparsa nel 2017 in un incidente stradale a Berlino, rivive nei sorrisi dei tanti bambini siriani che oggi, grazie alla sua coraggiosa famiglia, possono andare a scuola e consumare un pasto caldo. Il progetto promosso dalla famiglia Fasser fa parte delle attività di «Insieme si può fare» (le coordinate per contribuire sul sito www.insiemesipuofare.org), «una realtà piccola, ma molto attiva e concreta – spiega la sorella Alicia -. Mari era una persona in grado di rendere il mondo un posto migliore, per questo vogliamo continuare a realizzare giorno dopo giorno questo suo sogno». L’organizzazione opera per aiutare i bambini siriani, vere vittime della sanguinosa guerra che sta martoriando senza tregua il paese. Lavora sia in Siria che in Turchia: «E le donazioni arrivate finora sono servite a realizzare due progetti di cui Marina sarebbe stata molto orgogliosa» spiega ancora Alicia. Il primo garantisce un aiuto a 400 alunni dai 6 ai 12 anni di una scuola situata nella provincia di Idlib a Sarmada, a poco più di 30 km dal confine turco e a circa 50 da Aleppo: «I bimbi - racconta Alicia - grazie all’impegno di “Insieme si può fare”, potranno studiare sui libri, scrivere e disegnare sui loro quaderni e raggiungere la scuola con un paio di scarpe comode ai piedi. Abbiamo anche finanziato il riscaldamento dell’edificio». IL SECONDO POI riguarda un bene semplice, ma tanto importante nella sua essenzialità: il pane, da distribuire agli sfollati ospiti del terribile campo di Atma, al confine turco siriano. Per permettere loro di avere accesso a una razione giornaliera, «Insieme si può fare», che ha sede a Monza, ha acquistato farina di buona qualità a un prezzo che attualmente si aggira attorno ai 200 euro la tonnellata, e ha avuto la possibilità di utilizzare gratuitamente per la panificazione il forno del campo per aiutare 20mila persone. Il pane non è stato distribuito gratuitamente, ma ceduto a un prezzo simbolico molto basso. «Questo – spiega la giovane - per dare valore e permettere di retribuire chi si occuperà della distribuzione». L’associazione, l’anno scorso, si è spesa anche nella costruzione della «Insieme si può fare School» a Bab al-Hawa, in cui una delle sei aule si chiama Marina, che accoglie bambini e bambine tolti dalle quattro tende in cui seguivano le lezioni: «In meno di sei mesi da uno spiazzo vuoto è nata una meravigliosa scuola: 250 alunni hanno un luogo dignitoso per studiare e ricominciare a sperare», conclude Alicia. •

Michela Bono
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