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16.07.2019

Pagine e pancione:
«Così possiamo
crescere insieme»

Coccolare la creatura che si porta in grembo con una lettura è un suggerimento dolce e intelligente che viene proposto sempre più spesso alle donne in gravidanza. E se ci sono i consultori e le biblioteche che si mettono a disposizione per informazioni sanitarie e bibliografiche, allora vale proprio la pena di provare questo strumento di comunicazione intimo tra madre e nascituro, che non esclude, anzi, può coinvolgere anche l’altro genitore. Succede così che in queste settimane alcune coppie di futuri genitori che frequentano i consultori pubblici si ritrovino in alcune biblioteche, come è successo a quella di Casazza giovedì 11 luglio e a quella del Prealpino il 18, per venire a contatto con la lettura pre parto e per quella da portare avanti dopo aver messo al mondo la creatura. «Durante i nostri corsi accompagnatori alla nascita e ai gruppi di ritrovo dopo il parto ci prendiamo cura a tutto tondo della salute di mamme, figli e delle famiglie in generale. Nel concetto di benessere rientra la lettura», spiegano l’ostetrica Romina Bega e l’assistente sanitaria Simona Ebrelli. Entrambe hanno accompagnato alla biblioteca di Casazza alcune coppie, le quali hanno usufruito del servizio messo a disposizione da una rete di soggetti nel contesto di «Nati per leggere», un intervento che nasce da una domanda arrivata dal territorio e raccolta «dalla rete di collaborazione tra i servizi comunali delle biblioteche, degli asili e tempi per la famiglie e i servizi sanitari», spiega Paola Sulfitti, tra le bibliotecarie più attive in «Nati per leggere», che si prefigge di promuovere la lettura nelle fasce d’età zero a 3 anni ma anche pre nascita.

 

IL GRUPPO DI genitori che si è presentato in biblioteca era legato da una conoscenza già sviluppata durante il corso in consultorio, il che ha facilitato l’instaurarsi di un clima di amicizia e serenità anche tra gli scaffali dei libri. «Ci è sembrata una proposta interessante che offre uno sguardo sul futuro inserendoci in una dimensione costruttiva di parole e pensieri», ha spiegato Andrea Bui, che il 2 agosto con la sua compagna Elisa Pendoni attende un figlio; da parte sua la futura mamma dall’incontro in biblioteca si aspetta «di essere facilitata nel dialogo con mio figlio, al quale parlo già, ma la lettura è una prospettiva diversa». E a chi suggerisce loro l’Odissea rispondono: «Non a caso abbiamo già deciso di chiamarlo Ettore!». Anche Patrizio Menna e Sara Angoscini avranno presto un maschio al quale già «parlo mentre lui suona – ammette Angoscini – mentre con i libri ancora non ho provato». Valeria Scarnati ha «letto solo una volta al mio pancione, fino ad oggi i libri sono stati per me e mio marito, per capire come relazionarci al futuro bambino», spiega, mentre Ezio Masserdotti, suo consorte da 16 anni, aggiunge: «Abbiamo cercato di capire come farlo dormire, quindi per esempio abbiamo cercato ninna nanne da cantare». Unica coppia presente all’incontro che sta per mettere al mondo una femmina e non un maschio è quella composta da Antonio Sperrazzo e Fatima Ezzaki: «Siamo propensi per il nome Amira - ha ammesso Ezzaki – alla bimba parlo già ma la comunicazione attraverso un libro è diversa, credo proprio che ci proverò».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

IR.PA.
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