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20.04.2019

«Parenzo», vandali in azione: in fiamme i giochi dei bambini

Un’immagine dell’incendio divampato al parco Parenzo FOTOLIVE
Un’immagine dell’incendio divampato al parco Parenzo FOTOLIVE

Giochi proibiti, anche a Brescia. Proibiti, perché distrutti dalle fiamme, appiccate nella notte a Brescia come a Montichiari. Due giorni fa nella Bassa, l’altra notte in via Parenzo, a Brescia, zona Chiesanuova. UN’IMMAGINE devastante quella del castelletto con lo scivolo e le scalette divorati dal rogo domato poi dai vigili del fuoco. Un atto di vandalismo ancora più grave di altri. Tutti compiuti senza una ragione, in questo caso sapendo di danneggiare un gioco per bambini, che dovrebbe solo portare felicità. Invece ieri era decisamente triste lo sguardo dei bimbi sulle altalene sopravvissute alla devastazione notturna. È evidente che due atti vandalici assolutamente simili, compiuti a poche ore di distanza costringono a prendere in considerazione la possibilità che si tratti del medesimo responsabile. Oppure, ipotesi non certi meno grave, che si tratti di una sorta di gara che si disputa nel popolo meno sano della notte. Solitamente il parco di via Parenzo, nella zona che era dei giochi, è affollato da una ventina, quasi una trentina di bambini. Ieri si era molto più vicini allo zero. C’erano anche adulti, increduli. Incapaci di dare una spiegazione a un gesto deliberatamente finalizzato a colpire dei bambini. Il parco è vicino alla scuola «Deledda», molti bambini quindi sanno dov’è proprio perchè lo vedono mentre vanno o escono dalla scuola. Ma ieri dei bambini non c’era quasi totalmente traccia. Arrivano, in molti casi in sella a biciclettine e hanno un’età che spesso s’aggira sui sette-otto anni. Ieri regnava il silenzio, intervallato da domande. «Cos’è successo?», si chiedevano i passanti, mentre l’impresa incaricata della rimozione dei giochi incendiati caricava quanto rimasto sui camioncini. Queste sono anche le ore in cui si sta procedendo alla stima del danno. Potrebbe aggirarsi su alcune decine di migliaia di euro anche perché si tratta di capire quali sono le ripercussioni per il materiale gommoso su cui erano stati collocati i giochi. Materiale che le fiamme potrebbero aver reso non più idoneo allo scopo d’evitare lesioni in caso di caduta. Dopo lo scempio notturno, ieri il vuoto, il silenzio. Le fiamme hanno bruciato anche le voci, la gioia dei bambini abituati a salire sul castelletto, a scendere sullo scivolo nei pomeriggi al «Parenzo». Proprio come a Montichiari 24 ore prima. Sul camioncino è stato caricato tutto, qualche colpo di ramazza per cancellare quanto più possibile i segni lasciati dal rogo sul parco. Per i bambini privati dei giochi resteranno la delusione e il ricordo dei pomeriggi all’assalto del castelletto. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari
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