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18.07.2019

Pgt e consumo
di suolo «Vittoria»
della Loggia

Il parco agricolo di San Polo. Soddisfazione in Loggia per la sentenza della Corte Costituzionale
Il parco agricolo di San Polo. Soddisfazione in Loggia per la sentenza della Corte Costituzionale

Il Comune aveva tutto il diritto, con la variante al Pgt approvata a febbraio 2016, di tagliare le previsioni di consumo di suolo sul territorio cittadino. E «costituzionalmente illegittima» è la cosiddetta norma transitoria della legge regionale del 2014, quella con cui il Pirellone stabiliva una moratoria di 30 mesi nei quali le Amministrazioni non potevano ridurre i diritti edificatori dei piani attuativi già presentati. Lo stabilisce la sentenza della Corte costituzionale che dà ragione al Comune riconoscendone nei fatti l’autonomia nelle scelte di politica urbanistica. È l’ultimo atto del lungo iter giudiziario partito dal ricorso della famiglia Passerini Gazel per la potestà edificatoria su 40 mila metri quadrati di campi tra San Polo e la Volta, riconosciuta ai tempi della Giunta Paroli. In primo luogo il Tar aveva dato ragione ai privati, ma il Consiglio di Stato aveva sospeso la validità di quella sentenza in attesa che si esprimesse, appunto, la Corte Costituzionale.

 

SI TRATTA di un pronunciamento che, per il sindaco Emilio Del Bono, da una parte ha l’effetto di legittimare il percorso della giunta per preservare il verde, rigenerare l’esistente ed evitare nuovo cemento. Dall’altra «ristabilisce l’equilibrio democratico, evitando intromissioni nella sfera di competenza dei Comuni». Insomma una sentenza destinata «a fare scuola. Anche Anci e Legambiente hanno capito che il nostro era un Comune pilota e hanno deciso di sostenerci nella battaglia». La variante al Piano di governo del territorio della giunta Del Bono prevedeva, lo ricordiamo, una riduzione complessiva di circa 1,5 milioni di metri quadri di superficie lorda di pavimento rispetto al Pgt precedente. Un taglio che non tutti i privati hanno mandato giù volentieri. Sono stati attivati una quindicina di contenziosi per riconoscere almeno mezzo milione di metri quadri di volumetrie, ricorsi che a questo punto probabilmente finiranno nel dimenticatoio. Tra i tanti, il ricorso dell’azienda agricola Calina di Mompiano per 10 mila metri quadri di case protette, o dell’azienda agricola Verziano per 25mila metri quadri di residenziale al Villaggio Sereno, azienda con cui si sono aperte poi le trattative per l’area del nuovo carcere. «Nel 2013, appena insediati, abbiamo avviato la variante generale al Piano di governo del territorio - ricorda l’assessore all’Urbanistica Michela Tiboni -. Nel 2014 la norma transitoria della legge regionale ha messo in discussione la nostra scelta di ridurre il consumo di suolo. Due anni dopo è partita la fase attuativa del Piano, ma sempre con l’apprensione che potesse essere azzoppato dalle vicende giudiziarie. Abbiamo appreso della sentenza con grande sollievo. A questo punto possiamo andare avanti con l’attuazione della nostra politica urbanistica e affrontare i temi con un altro spirito». In sostanza, le richieste di variante da questo momento in poi saranno valutate tenendo conto del «paletto» messo dalla Consulta.

 

UN AFFONDO politico arriva invece dall’assessore agli Affari Legali Federico Manzoni. «Ai tempi della prima sentenza del Tar, il centrodestra invocò le dimissioni della collega Tiboni. Ora, dopo gli ultimi sviluppi, sono dovute le scuse», è la richiesta. Quanto agli altri contenziosi pendenti al Tar per il riconoscimento di diritti edificatori stralciati dal Pgt, dovranno essere in caso i ricorrenti ad attivarsi, anche se questo precedente non gioca a loro favore. «Questa pronuncia mette in sicurezza un bel pezzo delle aree agricole della città», sottolineano nuovamente sindaco e assessori, affiancati dagli avvocati Ballerini e Moniga. A mettere la definitiva parola fine al contenzioso con la famiglia Passerini Gazel dovrà essere il Consiglio di Stato, a cui torna la palla, ma a questo punto sembra chiaro come andrà a finire.

 

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Natalia Danesi
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