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22.08.2019

Più richieste dai settori dell’edilizia, della scuola e dal metalmeccanico

Alberto Goldani
Alberto Goldani

«Nei primi due mesi dall’apertura del provvedimento abbiamo lavorato a ritmo serrato per raccogliere i dati necessari e presentare le domande, ora il flusso continua ma è molto ridimensionato». A parlare è Alberto Goldani, responsabile del patronato Cisl che, con quello degli altri due sindacati maggiori Cgil e Uil, hanno raccolto la maggior parte delle domande presentate nel Bresciano di chi voleva usufruire di Quota 100. «Ora si tratta soprattutto di fare proiezioni: aiutiamo i potenziali pensionati a capire a quanto ammonterebbe l’assegno pensionistico se approfittassero della misura. Il provvedimento desta ancora un certo interesse, ma non c’è la ressa che si è verificata nei primi giorni», spiega Goldani. A scoraggiare molti, soprattutto chi è libero professionista, è stata l’impossibilità prevista dalla norma di accumulare l’assegno pensionistico con altre prestazioni lavorative. PER LA VERITÀ, si potrebbero effettuare prestazioni occasionali con un tetto massimo di cinquemila euro l’anno, ma certo non si tratta di un lavoro duraturo e continuo, e molti bresciani hanno preferito rimandare la richiesta. «Chi è in libera professione dovrebbe smettere qualunque attività lavorativa almeno fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia, e non è molto interessante per chi ancora si sente in forze per continuare il proprio lavoro» conclude Goldani. Dello stesso avviso è Raffaele Merigo, segretario organizzativo della Uil: «Chi ha partita Iva e può sopportare ancora il proprio carico di lavoro, ha scelto di andare avanti. C’è inoltre un secondo problema: l’assegno pensionistico decorre da 90 giorni dall’accettazione della domanda. Oltre al Tfr di fatto per tre mesi non si riceve nulla e non si calcolano interessi su questi giorni persi». Ad aver approfittato della possibilità di andare in pensione in anticipo, secondo i patronati, sono stati il settore edilizio e quello dell’insegnamento pubblico. «Abbiamo ricevuto molte domande provenienti anche dalle aziende metalmeccaniche della zona - conferma Giuliano Benetti, responsabile del patronato Cgil - chi fa lavori molto pesanti non ha badato troppo all’ammontare dell’assegno puntando a migliorare la qualità della vita». Uno degli obiettivi era incentivare le assunzioni: «Non abbiamo dati specifici a riguardo, ma la sensazione è che non sia andata così. Per ogni tre lavoratori andati in pensione, ne sarà stato assunto forse uno», conclude Benetti. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

SI.SAL.
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