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08.08.2020 Tags: Brescia

Piano Marshall e fondi Covid, Girelli: «Ascoltiamo i bisogni»

Gianantonio  Girelli, consigliere regionale del  Partito Democratico
Gianantonio Girelli, consigliere regionale del Partito Democratico

In Regione lo hanno ribattezzato piano Marshall post-Covid, con contributi che dovranno dare la scossa all’economia annichilita dal Covid. Per il Pd rappresentato in consiglio regionale da Gianantonio Girelli sono semplicemente contributi a pioggia che non hanno una programmazione e non rispondono alle reali necessità del territorio. «Stiamo vivendo un momento di grande difficoltà dove il territorio, l’economia e il tessuto sociale della nostra regione ha bisogno di un impulso - ha spiegato Girelli -. Destinare le risorse in maniera adeguata e indirizzata è sempre più importante. Si ha invece l’impressione che da parte di regione Lombardia si sia provveduto a una distribuzione a pioggia senza nessun criterio se non fosse per qualche legame personale o per qualche lettura superficiale dei bisogni che nulla attiene al bisogno regionale. Nulla abbiamo con i comuni oggetti di finanziamento, ci mancherebbe, ma scendiamo in difesa di tutti gli altri comuni che non sono stati presi in considerazione e che avrebbero lo stesso bisogno di sostegno. Ma ancor di più quello che chiediamo e pretendiamo è che ci sia lo sforzo di sedersi a un tavolo e concertare gli interventi con sindaci, realtà economiche e sociali, per capire dove e come finanziare e indirizzare le risorse straordinarie che da livello europeo, nazionale e regionale sono state messe in campo ma che se utilizzate in questo modo credo che servirebbero a poco per superare la crisi». LA GIUNTA regionale ha finanziato in questo senso una serie di opere con cui avviare la ripresa economica dopo la drammatica e storica emergenza sanitaria da Covid-19. Insieme agli interventi dedicati alle montagne, tutte le opere potranno essere avviate e concluse nell’arco del prossimo triennio, con l’immediata gara d’appalto e cantieri più rapidi nel momento in cui il progetto è già stato depositato. Per quanto riguarda la provincia di Brescia si parla di 122,5 milioni di euro da investire nelle infrastrutture e per somme che i Comuni, Comunità montane e consorzi potranno incassare nel 2021. Ma a partire da ottobre potranno già iniziare i cantieri. Di questi, 108 sono già stati finanziati con 76 milioni di euro e tra questi c’è spazio, tra gli altri, anche per il campus universitario UniMont di Edolo. Altri 46 milioni, invece, riguardano opere già previste ma per le quali si attende il progetto esecutivo. E tra queste c’è per esempio l’ascensore per salire al Castello di Brescia come impianto di risalita previsto nel 2023, anno in cui Brescia con Bergamo sarà Capitale italiana della cultura. E non solo, perché a livello regionale sono previsti anche altri fondi per 850 milioni di euro destinati alla rigenerazione urbana (100 milioni), difesa del suolo (137 milioni) e sostenibilità. «Come Partito Democratico - ha proseguito Girelli -abbiamo presentato in consiglio regionale, laddove sono stati approvati questa serie di ordini del giorno anche con il nostro voto, la richiesta che tutto fosse ricondotto a un disegno omogeneo, che vi fosse un’analisi reale dei bisogni del territorio e un elenco delle priorità. Allo stesso tempo, alla luce della delibera, abbiamo fatto un accesso agli atti per avere tutti i documenti e capire come si è arrivati a finanziare una cosa piuttosto che un’altra. Questo è un dovere di trasparenza verso i cittadini e il consiglio. Regione Lombardia nel corso di questi mesi ci ha abituati a non avere alcun tipo di trasparenza e di vero rispetto delle procedure. Anche in questo caso da parte nostra c’è l’esigenza di chiederlo con forza. Basti pensare che tra le opere finanziate dall’ultima decisione di giunta c’è pure il sottopasso di via Serenissima a Brescia: peccato che l’opera sia ultimata e inaugurata. Magari se la Regione avesse chiesto al Comune quale potesse essere la sua priorità il denaro non sarebbe finito su quel comparto o altrove». Intanto il dibattito è aperto e la possibilità di accedere ad altri fondi «ragionati» dipenderà dal Governo nazionale e dall’Europa. • Giuseppe.spatola@bresciaoggi.it

Giuseppe Spatola
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