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25.05.2020 Tags: Brescia

«Piazzale Arnaldo
Colpiti solo i locali
serve buon senso»

L’assurdo carosello dell’altra sera in piazza Arnaldo
L’assurdo carosello dell’altra sera in piazza Arnaldo

La serrata ordinata dal sindaco in seguito allo straordinario affollamento che si è verificato venerdì sera lascia le associazioni di categoria dei commercianti a dir poco perplesse. Infatti, per la calca di piazzale Arnaldo - dentro la quale le norme di distanziamento e di corretto uso della mascherina sono saltate -, se si escludono i dieci verbali elevati dalla Polizia Locale ad altrettanti giovani, sono stati penalizzati solo gli esercenti. Che hanno dovuto chiudere sabato e domenica alle 21.30. La dubbio è: l’ordinanza di sabato mattina è un provvedimento preso sull’onda emotiva delle immagini di indisciplina sociale? Un provvedimento che ha finito per penalizzare una categoria, ma che poteva essere meglio calibrato? Dice Alessio Merigo, direttore di Confesercenti: «Non si può chiedere agli operatori di bar e ristoranti quello che non fa parte dei loro compiti. Non possono fare i vigili. Non gli si può chiedere di far rispettare le distanze tra le persone che stanno in una piazza». «Mi ha fatto male constatare che tanti non solo giovani si fossero dimenticati del tributo di vite dato da questa città», commenta Carlo Massoletti, leader di Ascom. Che aggiunge: «In piazza Arnaldo la situazione è scappata di mano a tutti. Ma credo che le misure debbano essere compatibili con la possibilità degli esercenti di svolgere il loro lavoro. Chiudere tutto non è la soluzione». A proposito dell’ordinanza di chiusura, Merigo la vede come un esempio di un modo di governare la situazione dettato dalla paura. Che ritiene una cattiva consigliera: «A parlare deve essere il buon senso non la paura. Bisogna ricordare che baristi e ristoratori non lavoravano da 70 giorni, due mesi senza incassare». INVECE DI imporre lo stop per due giorni durante le ore serali, perchè non partire subito con gli ingressi regolamentati, misura che probabilmente verrà adottata dopo il Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico di domani? Massoletti conferma che occorre «mettere gli esercizi commerciali nella condizione di lavorare», anche se comprende il sindaco che «non ha avuto tutti i torti». L’assessore al Commercio Valter Muchetti invita a contestualizzare: «Quello che è successo in piazzale Arnaldo non è successo solo a Brescia ma anche in altre città d’Italia. Mentre accadeva il comandante della polizia Locale, Novelli, si confrontava con i colleghi delle altre città, come Cremona, ad esempio». Le «movide» del dopo-lockdown presentano problemi di gestione a numerose amministrazioni di enti locali, «ma - ricorda l’assessore - sono episodi di ordine pubblico e l’ordine pubblico non è di competenza comunale». Chiama cioè in causa prefetti e questori. Muchetti però non assolve completamente i gestori dei locali: «Ce ne sono alcuni che hanno collaborato a far rispettare le regole ma non tutti». Muchetti cita come esempio virtuoso le attività di piazza Paolo VI, che di loro iniziativa hanno deciso di servire solamente la gente al tavolo. Insomma, «tra gli esercenti di piazza Arnaldo ci sono quelli bravi e quelli meno bravi. E con questi ultimi chiariremo». Forse a cominciare da questa settimana: dopo il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, si svolgeranno incontri tra l’amministrazione comunale e i commercianti. Da programmare le modalità di esercizio delle attività non solo in piazzale Arnaldo, ma su tutto il territorio comunale. «Tutto sommato piazzale Arnaldo mi preoccupa di meno, è più facilmente controllabile di altre aree della città», spiega l’assessore al Commercio. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Eugenio Barboglio
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