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14.11.2019

Piscine di via Rodi,
due milioni per il
rilancio degli impianti

La piscina scoperta di via Rodi
La piscina scoperta di via Rodi

Ci vorranno 2 milioni di euro per sistemare le piscine di via Rodi. I conti non sono al centesimo, ma la stima del presidente del Centro sportivo San Filippo Giorgio Lamberti non sembra discostarsi molto dalla realtà. L’impianto del quartiere Lamarmora ha la sua età, e da tempo mostra una serie di acciacchi, soprattutto agli impianti di areazione e di trattamento delle acque. Per tamponare le criticità e migliorare un servizio «scadente» per ammissione dello stesso presidente, negli ultimi tempi la Società del Comune ha speso circa 500 mila euro, ma ci vuole ben altro. E intanto sui avvicina una scadenza che impone decisioni importanti. Nel gennaio 2021 – spiega Lamberti – verrà a scadenza il contratto con l’attuale gestore. E ci si troverà di fronte all’alternativa di rimettere a gara l’impianto con tutte le sue criticità (che finirebbero in capo al vincitore di gara) oppure di riportarlo alla gestione diretta della San Filippo sul modello di Mompiano. «Stiamo valutando i pro e i contro delle due ipotesi», dice Lamberti, che promette una risposta al Comune entro il primo semestre dell’anno prossimo. Non sarà una decisione facile. Da un lato sarà difficile trovare chi si accolla una spesa non da poco, dall’altro bisognerà capire se la Spa di via Bazoli 10 sarà in grado di sostenere la gestione di un impianto complesso e bisognoso di interventi.


IL PROBLEMA È emerso durante l’audizione di Lamberti e del direttore David Bertoli davanti alla commissione Bilancio ieri pomeriggio. Ed è venuto chiaro che scegliendo il modello Mompiano, i 2 milioni per la manutenzione straordinaria (rifare l’impianto dal nuovo ne costerebbe circa 25) cadrebbero soprattutto sulle spalle della Loggia. Il Centro San Filippo, da quando è stato acquisito dal Comune nel ’98, sindaco Martinazzoli, ha gradualmente assunto la gestione di 60 strutture sportive, 40 delle quali comunali e 20 della Provincia, che garantiscono fruibilità a circa 80 associazioni sportive che ne fanno richiesta, senza lasciare nessuno fuori. Tuttavia, le tariffe richieste alle associazioni e alle società di gestione che ne fruiscono, per il presidente sono «meno onerosi rispetto a tanti altri capoluoghi del Nord Italia e va bene così», anche se i bilanci della San Filippo non fanno utili. Le scuole dell’obbligo non pagano, le superiori lo fanno pressoché simbolicamente, i bocciodromi dei parchi Castelli e Pescheto chiedono 5 euro all’ora per corsia, che non bastano neanche per il riscaldamento. La Spa è riuscita a mettere da parte 540 mila euro per un fondo rischi per ripararsi da possibili default. Ma i 2 milioni per via Rodi sono proprio fuori dalla sua portata.


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Mimmo Varone
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