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02.06.2020 Tags: Brescia

Più clienti nei ristoranti ma nessuna «tavolata»

Una famiglia a cena al «Cosmopolitan». Si respira positività tra i ristoratori bresciani
Una famiglia a cena al «Cosmopolitan». Si respira positività tra i ristoratori bresciani

Si respira aria di positività e di fiducia tra i ristoratori bresciani. Dopo un ritorno tra mille punti interrogativi e incertezza nel futuro, ora l’immagine mostrata ha i contorni più nitidi dati da un progressivo aumento della clientela. Le paure si vanno affievolendo e la «grinta di affrontare una stagione come si deve» è il mantra più diffuso. Continuano, però, a farsi sentire le difficoltà. Molti ristoranti, tra i vicoli del centro storico, hanno ancora le serrande abbassate, alcuni limitano il servizio alla cena, altri riapriranno a giorni, «pronti a intraprendere un nuovo cammino nel segno del contenimento da Coronavirus». LA METAMORFOSI nel settore si avverte, aldilà delle misure di sicurezza fatte di gel disinfettanti, ripetute sanificazioni, mascherine e guanti monouso. «Nei mesi a venire in città mancheranno eventi, turismo e una clientela business. L’estate porterà i bresciani a spostarsi verso i laghi e ne subiremo le conseguenze», è il pronostico di Jean Zani, del ristorante «Al frate» di via Musei. A descrivere il cambiamento anche la netta riduzione dei posti a sedere e la mancanza pressoché totale delle grandi tavolate di amici. Colpa del distanziamento sociale che traccia, il più delle volte, il dimezzamento dei coperti nonostante la possibilità data dal Comune di ampliare il plateatico del 50%. E per chi un dehor non ce l’ha? «Per molti può essere una condanna: la gente ha ancora timore a mangiare all’interno»: ne è convinto Carmine Pasquariello, ristoratore in piazza Paolo VI. A confermarlo, l’alta richiesta delle consegne a domicilio. «L’asporto è tuttora molto frequente: stiamo vivendo un periodo di transizione in cui si cerca di superare il lockdown tornando alla vita di sempre ma con cautela. Il quadro nella ristorazione si evolve con il passare dei giorni: strada facendo va sempre meglio, aldilà di ogni aspettativa. Ma per ora sono completamente assenti le prenotazioni di larghe compagnie», racconta Antonio Francioso del ristorante «Piovono Bombette» di via San Faustino. Una mancanza che, a volte, può rivelarsi una fortuna: organizzare tavolate numerose, rispettando il metro di distanza tra un commensale e l’altro, è un’impresa ardua e quasi impossibile se non si hanno ampi spazi a disposizione. Un lavoro macchinoso anche nel piccolo. «La composizione del plateatico si complica con i cambiamenti: ogni modifica, anche solo di un coperto, può comportare un vero stravolgimento», spiega Ferdinando Santoni dell’Hostaria Cosmopolitan di via Fratelli Dandolo. Un problema che non sussiste durante la settimana ma che potrebbe presentarsi durante il weekend. Soddisfatto chi presenta un’offerta diversa, quasi da bistrot. Come Stefano Schinetti della «Bottega del Garzone» in via Musei: «L’affluenza è alta, sopra le attese, ma è fuor di dubbio il calo delle entrate dovuto non solo a una riduzione dei posti a sedere ma anche alle spese rimaste immutate». •

Marta Giansanti
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