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15.10.2019

Poste di Fiumicello,
allarme per
la chiusura

L’ufficio postale di via Bevilacqua potrebbe chiudere definitivamente i battenti
L’ufficio postale di via Bevilacqua potrebbe chiudere definitivamente i battenti

L’ufficio postale al civico 25 di via Bevilacqua potrebbe presto chiudere i battenti. Un’ipotesi di cui è venuto a conoscenza il Consiglio di quartiere di Fiumicello e che sta generando non poca preoccupazione tra i residenti. La soppressione dell’ufficio dovrebbe essere inserita all’interno di un processo di riorganizzazione in programma a Brescia e che coinvolgerebbe anche le filiali di via Moretto e via Marsala, con impatto minore però sui servizi di prossimità. La denuncia è stata pubblicata nelle scorse ore sulla pagina Facebook del CdQ, che ha convocato la stampa giovedì mattina per chiarire le ragioni della protesta. «Siamo venuti a conoscenza, con nostro grande sconcerto, del fatto che Poste Italiane, all'interno di un processo di razionalizzazione, intenderebbe chiudere l’Ufficio Brescia 5, quello in via Bevilacqua. Non riusciamo a capire cosa vi sia di razionale nella chiusura di uno sportello molto frequentato, come possono testimoniare i lavoratori e chiunque abbia la ventura di recarvisi», si legge. Tanto frequentato che, per ridurre le code e i tempi di attesa, il Consiglio aveva chiesto alla Direzione bresciana un potenziamento dello sportello e un miglioramento dell’organizzazione. Migliorie mai arrivate; anzi, a quanto pare Poste starebbe pensando alla chiusura. «FIUMICELLO è un quartiere con forte presenza popolare, una notevole percentuale di anziani che avrebbero gravi difficoltà a raggiungere altri uffici postali che si trovano a distanza notevole. Sullo sportello di via Bevilacqua s'appoggiano anche gli abitanti del Quartiere Primo Maggio e parte di quelli di Borgo Milano. Se si pensa, inoltre, che il Quartiere è interessato da un progetto urbanistico teso a fare di via Milano e dintorni una zona di forte rilancio non solo culturale, la scelta della chiusura di Brescia 5 appare assolutamente priva di razionalità», prosegue il CdQ ricordando che peraltro anche alcune organizzazioni sindacali si sono espresse nella stessa direzione. Il Consiglio annuncia che chiederà un incontro urgente a Poste Italiane per cercare di convincere l’azienda a tornare sui suoi passi. «Se non verremo ricevuti in tempi brevi, metteremo in campo tutte le forme di pressione per ostacolare un progetto che, oltre a essere negativo per l’immagine di Poste Italiane, penalizza fette consistenti di popolazione. Siamo sicuri di interpretare così gli interessi dei cittadini di Fiumicello e dintorni», prosegue la nota su Facebook nella quale viene annunciato anche il possibile avvio di una raccolta firme per scongiurare una situazione «incresciosa». Dall’ufficio comunicazione dell’azienda, nessun commento sulla vicenda specifica ma l’indiretta conferma che «in alcune grandi città ad alta densità abitativa e capillare presenza di Uffici Postali è stato avviato un progetto di rimodulazione della presenza, con il solo scopo di implementare il servizio e migliorare l’articolazione territoriale per cittadini, imprese e pubblica amministrazione. I criteri adottati - si legge ancora nella nota - sono particolarmente stringenti e riguardano esclusivamente città con numero di abitanti superiore a 100 mila, uffici postali con esiguo numero di operazioni effettuate al giorno, presenza di altro ufficio limitrofo entro poche centinaia di metri e soprattutto adeguamento ai processi di trasformazione urbana che negli ultimi decenni hanno coinvolto il territorio». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Natalia Danesi
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