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26.05.2020 Tags: Brescia

Prigioniere
sull’isola e
dimenticate da tutti

Da sinistra Giuliana, Luigina e Gianna Picchi prima della tragedia
Da sinistra Giuliana, Luigina e Gianna Picchi prima della tragedia

Erano partite per una vacanza da sogno a Puerto Rosario dall'inizio dell'anno. Ma quasi cinque mesi si ritrovano rinchiuse in una gabbia. Una gabbia d’oro, ma pur sempre una gabbia. L’esilio forzato alle Canarie è diventato ancora più angosciante perché durante il soggiorno Giuliana e Luigina Picchi hanno perso la sorella 84enne Gianna vittima di un incidente domestico. Le due anziane sono costrette a restare sull'isola di Fuerteventura in attesa di poter rimpatriare con le ceneri della sorella: niente voli di ritorno, nessun aiuto da parte dello Stato Italiano. L’esasperazione ha spinto Giuliana e Luigina a girare un video in cui si lasciano andare a commenti non troppo lusinghieri nei confronti del Governo. La clip, prima di essere rimossa, è diventata virale su Youtube. Del resto le due sorelle di Sale Marasino hanno espresso l’indignazione di moltissimi italiani. «SONO MOLTO provate dalla morte di Gianna. Ha battuto la testa mentre saliva le scale – racconta la nipote Luisa, che vive a Paratico – e dopo tre ore è deceduta a causa di una emorragia cerebrale. È stata cremata ed ora le sue ceneri sono in un'urna che si trova nell'appartamento delle zie. Vogliamo riportarle a casa tutte e tre». «Stavamo bene – spiegano Giuliana, 76 anni e Luigina di 84 contattate da Bresciaoggi – poi è successo quello che è successo. Per fortuna qui abita la cognata di mia figlia Luisa che ci ha aiutato a sbrigare le pratiche per la cremazione di nostra sorella». Luigina ammette: «Siamo stanche ci manca la nostra famiglia». Le sorelle sarebbero dovute rientrare il 17 marzo. Si sono messe in contatto con il Console italiano, che le ha consigliate di prenotare un biglietto per Gran Canaria, da cui sarebbero potute ripartire verso l'Italia: voli che però sono stati sospesi. «Il primo volo disponibile è a luglio. Ci sentiamo abbandonate dalle istituzioni italiane che sembrano prestare più attenzione ad altri connazionali all’estero - incalza Giuliana -. Inizialmente a Fuerte Ventura il coronavirus non era un’emergenza, poi la situazione è peggiorata. Anche per questo vorremmo tornare in Italia». Nell’attesa le sorelle Picchi si sono date al volontariato. «Non riescono a stare ferme - scherza la nipote Luisa - e hanno iniziato a collaborare con una associazione no profit, recuperando i tappi delle bottiglie, per realizzare progetti per i disabili. Sono persone forti, coraggiose e con un cuore grande. Ci mancano, e speriamo di riabbracciarle presto». •

Alessandro Romele
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