CHIUDI
CHIUDI

15.10.2019

Prime analisi sui lavoratori ok Ats: «Non ci fermiamo qui»

Uno degli ingressi della Caffaro. Da ieri stop all’attività
Uno degli ingressi della Caffaro. Da ieri stop all’attività

«Nessun pericolo per la salute di chi opera all’interno della Caffaro, e quindi nemmeno per chi abita appena fuori». Come ha spiegato ieri il direttore dell’Ats Claudio Sileo, confortano i primi esiti delle indagini condotte per verificare i potenziali effetti dell’esposizione dei lavoratori ai cosiddetti soil gas, i gas tossici emessi dai veleni che per anni sono stati immessi nel terreno. Si tratta di campionamenti ambientali che sono stati condotti da Caffaro Brescia di Chimica Fedeli (l’azienda che opera nello stabilimento) e da Csa costruzioni di Rovigo (che interviene nel sito per demolire macchinari) su 4 sostanze potenzialmente pericolose: mercurio, triclorometano, tetracloruro di carbonio e tricloroetilene. Gli approfondimenti sono stati disposti dopo i risultati choc dell’analisi di rischio predisposta da Aecom nell’ambito dell’iter per la bonifica del sito industriale, a fronte anche della presenza segnalata da Arpa del capannone dal quale fuoriusciva mercurio. «L’analisi di rischio è un modello matematico - ha precisato Cominelli - che pone e verifica temi come la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini. Temi che, senza un iter di bonifica, non sarebbero mai stati posti all’ordine del giorno». I TEMPI si sono dilatati, se si considera che da mesi si conosce il problema (le prime bozze dell’analisi di rischio risalgono al mese di maggio), e solo in questi giorni sono arrivati i primissimi risultati. «Le analisi ambientali di Csa hanno rilevato in due punti la totale assenza di queste sostanze, nessuna dispersione - spiega Sileo -. Caffaro Brescia (che di punti per la misurazione dei soil gas ne controlla 22) sta completando i referti, ma gli esami preliminari coinciderebbero». Al di là di quelli che ordinariamente vengono effettuati in stabilimento, non sono stati commissionati per ora esami ematochimici specifici su queste quattro sostanze. In sede di conferenza dei servizi, gli enti hanno deciso di attendere questi risultati prima di procedere con altre azioni. «Ma il lavoro di Ats non finisce qui. Continueremo gli approfondimenti con gli strumenti di polizia giudiziaria nei modi e nei tempi condivisi con gli altri enti. Dentro a quell’area quelle sostanze non devono starci e la realtà va bonificata, è evidente», ha continuato Sileo, affiancato da Lucia Leonardi (Unità medicina ambientale), Irene Bonera (Psal) e dal direttore sanitario Laura Lanfredini. E se attualmente non esiste, ha confermato l’assessore all’Ambiente Miriam Cominelli, la necessità di un’ordinanza cautelativa, che in caso dev’essere sollecitata dall’autorità sanitaria, «faremo una valutazione anche con l’Istituto superiore di sanità - ha sottolineato Leonardi - e chiederemo al Comune di mettere in campo tutte le azioni necessarie». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

NA.DA.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1