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18.02.2020

Pulizia nelle scuole,
a Brescia da marzo
in 218 senza lavoro

Un momento dell’incontro al sindacato per fare il punto sulla graduatoria degli addetti alle pulizie
Un momento dell’incontro al sindacato per fare il punto sulla graduatoria degli addetti alle pulizie

Ancora dieci giorni di lavoro e poi, a scanso interventi dell'ultimo minuto (poco probabili) da parte del Miur, a Brescia ci saranno 218 nuovi disoccupati. Il grido d'allarme lanciato dai sindacati negli ultimi mesi è rimasto inascoltato e il preoccupante pronostico è pronto ad avverarsi. La vicenda è quella dell'internalizzazione dei servizi di pulizia e ausiliariato nelle scuole che il Governo ha deciso di non appaltare più all'esterno. Le dipendenti delle aziende in appalto che hanno lavorato per anni, continueranno a farlo sino al 29 febbraio - «quindi il lavoro c'è», tuona la Cgil - ma dal 1° marzo saranno a casa. PER QUELLA data diventeranno effettive le assunzioni in base alle graduatorie provvisorie pubblicate dall’Ufficio scolastico territoriale di Brescia che prevedono cinque giorni di tempo per il reclamo dovuto a eventuali errori di punteggio. Le assunzioni avranno effetto definitivo dal 1 marzo 2020. Su 312 lavoratrici attualmente impiegate, tutte part time (127 Rekeep e 185 delle cooperative sociali) sono state accolte 94 domande. Saranno quindi 218 le lavoratrici senza lavoro dal mese prossimo. «Persone che faranno richiesta di disoccupazione. Quindi per due anni, se non troveranno lavoro, saranno a carico dello Stato - commentano Filcams, Funzione Pubblica e Flc Cgil -. I servizi di pulizie scolastiche oggi effettuati dal personale licenziato verranno coperti dal 1 marzo da altro personale precario. Lo Stato quindi dovrà da un lato pagare le disoccupazioni dall’altro retribuire le persone che sostituiranno le lavoratrici licenziate». Per il prossimo anno scolastico, annuncia il sindacato, si prevede un nuovo concorso che verrà esteso a chi fra le lavoratrici degli appalti ha almeno 5 anni di servizio. «Sarebbe bastato che il Miur e il Governo ascoltassero le richieste sindacali per evitare il licenziamento di migliaia di persone. La scelta del Miur di vincolare la partecipazione al concorso per collaboratore scolastico (ex bidelli) ad aver effettuato 10 anni di servizio, mentre nello stesso decreto scuola si prevedono 3 anni di lavoro per la partecipazione al concorso per l’immissione in ruolo del personale docente ha determinato una situazione particolarmente assurda nel bresciano». Quella che era partita come una lotta contro le discriminazioni si è trasformata in un boomerang. Nonostante il contratto a tempo indeterminato, i dipendenti delle cooperative aggiudicatarie degli appalti di pulizia percepivano di meno rispetto ai colleghi statali. Non solo: avevano part time verticali imposti non superiori spesso alle 20 ore, non erano pagati d’estate e non avevano il conteggio previdenziale nei tempi vuoti. LA «SOLUZIONE» trovata dal Governo, però, ha completamente destabilizzato la categoria. Da un lato i posti in Italia sono 11.263 a fronte di 16mila persone attualmente impiegate. Dall’altro, molti non avranno i requisiti richiesti come il periodo pregresso di almeno dieci anni e la licenza media che soprattutto i più anziani, o meglio le più anziane essendo al 90 per cento donne, non hanno. «Il Governo ha messo in piedi un concorso che produrrà nuovi disoccupati» scrivono Filcams, Funzione Pubblica e Flc Cgil che hanno richiesto un incontro al prefetto e al presidente della Provincia. «Questa volta i licenziamenti non avverranno per scelte di multinazionali (vedi Auchan- Arcelor Mittal- Whirlpool, ecc.), ma per una precisa scelta del Governo», la secca conclusione. •

Paola Buizza
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