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27.02.2020

«Questa cenere
ci ricorda quanto
siamo fragili e piccoli»

In Cattedrale la funzione a porte chiuse per la giornata delle Ceneri che ha aperto la Quaresima
In Cattedrale la funzione a porte chiuse per la giornata delle Ceneri che ha aperto la Quaresima

«In momenti come questi comprendiamo meglio alcuni gesti e quanto sia importante lo starsi accanto. Purtroppo, adesso dobbiamo tenere le distanze e quando questo succede risulta ancora più chiaro il valore della vicinanza e di quanto ne abbiamo bisogno». Il valore di un abbraccio e il desiderio di stare insieme emergono in maniera più forte quando non è possibile: così il vescovo di Brescia, monsignor Pierantonio Tremolada, ha parlato durante l’omelia per la Messa delle ceneri, celebrata a porte chiuse nella Cattedrale per adattarsi alle disposizioni di Regione Lombardia in merito all’emergenza Coronavirus. Commentando la lettera di San Paolo ai Corinzi, il vescovo ha notato che «la Quaresima è un momento favorevole, nel quale meglio possiamo comprendere alcune verità e il valore delle nostre scelte. San Paolo ci invita a «lasciarci riconciliare con Dio», facendo in modo che la distanza con Lui si riduca e ci si possa sentire uniti, quasi addirittura abbracciare – ha spiegato monsignor Tremolada -. È un concetto che comprendiamo soprattutto oggi, nella situazione che stiamo vivendo». L’OMELIA, recitata in un clima surreale davanti ai banchi vuoti, si è concentrata sull’atteggiamento con cui gli uomini si allontanano dall’abbraccio di Dio, che il vescovo ha riassunto con i termini «orgoglio e avidità»: «Quando siamo orgogliosi pensiamo di bastare a noi stessi e ci sentiamo superiori, mentre l’avidità ci porta a considerare più importanti le cose che possediamo». Ma il simbolo della cenere ribalta la prospettiva: «Ci ricorda che siamo piccoli, fragili, che dobbiamo fare i conti con il nostro limite, ma anche che le cose non durano e alcune situazioni rendono ancora più evidente che non dobbiamo contare su quello che abbiamo – ha precisato monsignor Tremolada -. Diventano più importanti le relazioni, poter contare su qualcuno che ti aiuta, si comprende che è necessaria un’esperienza di comunione con gli altri, il sentirsi parte di una grande famiglia». L’appello del vescovo è stato di «permettere a Dio di avvicinarsi con quella potenza d’amore che è capace di dispiegare, sentitevi amati e fate di questo il fondamento della vostra vita, vincendo la tentazione dell’orgoglio e dell’avidità. Riprendiamo il valore delle pratiche penitenziali e facciamolo rendendoci conto con serietà e serenità del momento che stiamo vivendo: quello che ci sta accadendo ci può aiutare a recuperare la dimensione più profonda di noi stessi, seppur in modo un po’ sconcertante». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Manuel Venturi
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