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27.10.2020 Tags: Brescia

«Questa crisi
fa gola alla
criminalità»

Il neo  questore di Brescia  Giovanni Signer  in redazione con il vicedirettore Riccardo Bormioli  FOTOLIVE
Il neo questore di Brescia Giovanni Signer in redazione con il vicedirettore Riccardo Bormioli FOTOLIVE

Brescia è riuscita a mostrare il lato migliore di sé, nonostante il cielo plumbeo e la pioggia autunnale che porta così lontano dai colori accesi della Sicilia. «Non appena il tempo me lo permetterà farò un giro in moto per conoscere la provincia» ha rivelato il neo questore di Brescia Giovanni Signer, ieri in visita a Bresciaoggi e alla redazione necessariamente a ranghi ridotti per la normativa anti-Covid. Ma a colpirlo è stata innanzitutto la gente, che ha definito «operosa» e con «un senso del dovere e del pubblico a dir poco esemplare». CINQUANTOTTO anni, nisseno, laureato in giurisprudenza e in polizia dal 1988, Signer arriva dalla questura di Caltanissetta raggiunta nel 2017 dopo quasi due anni alla guida di quella di Savona. Ha ricoperto vari incarichi nelle questure di Torino, Enna e Catania che gli hanno permesso di consolidare un’importante esperienza investigativa legata soprattutto a estorsioni, usura e criminalità organizzata. Prima di esprimere giudizi sul territorio bresciano - «farlo ora sarebbe inappropriato» - attende di conoscerlo, tra pregi e criticità. E tra queste ultime, come aveva spiegato qualche giorno fa in occasione della conferenza stampa di presentazione in via Botticelli, c'è sicuramente la permeabilità alle infiltrazioni mafiose. Ragionando per massimi di esperienza, spiega, ci sono gruppi che hanno la necessità di investire montagne di denaro. «La seconda e terza generazione di nomi famosi della criminalità non vogliono più sporcarsi le mani. Il denaro arriva prevalentemente dal traffico di stupefacenti, ormai l'edilizia pubblica è molto ridotta (al Sud azzerata) e il controllo delle certificazioni antimafia è premiante. Le infiltrazioni hanno bisogno di un presupposto ambientale per fare in modo che queste ricchezze provenienti dalla criminalità vengano immerse nell’economia legale» ha analizzato. E questi mesi di emergenza sanitaria che stanno avendo ripercussioni pesanti sull’economia, mettendo in ginocchio imprenditori e attività, rischiano di creare un terreno più che fertile alla criminalità. «Quale miglior periodo per intercettare aziende in difficoltà e con la possibilità di percepire prebende pubbliche. Bisogna stare molto attenti» ha sottolineato Signer. «Non ho al momento nessuna indicazione dal vostro territorio, chiaramente. Ma al sud ci sono settori fortemente “inquinati” come i trasporti e gli alimentari. Quando ero dirigente alla Squadra mobile di Catania abbiamo fatto un’indagine e scoperto che si distribuivano il mercato del tonno e del pesce spada. Ma questa pratica ha bisogno di un condizionamento ambientale che al Nord non esiste». Il questore ha poi riferito di essere rimasto «impressionato dalla presenza a Brescia di stranieri così ben integrati. L'integrazione la consenti dando alla gente la possibilità di vivere e lavorare. Chiaro che l'emigrazione porta una quota di disagio, d'altra parte in America noi non abbiamo solo esportato pizzaioli...» ha evidenziato. È arrivato da pochi giorni in città ma è già convinto: «Saranno più le cose che porterò con me e che mi faranno crescere come persona di quelle che lascerò a Brescia». •

Paola Buizza
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