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22.08.2019

Quota 100,
a Brescia
richieste in calo

Niente più code ai patronati né ressa all’Inps per quota 100
Niente più code ai patronati né ressa all’Inps per quota 100

Dall’entusiasmo iniziale, che si è trasformato in calca nei primi giorni, fino all’ordinaria amministrazione dei mesi successivi. È la parabola discendente di Quota 100, uno dei cavalli di battaglia del Movimento Cinque Stelle, insieme con il Reddito di Cittadinanza, che a Brescia, fino al 30 luglio scorso, ha fatto registrare 2.336 domande di adesione. QUASI UN MIGLIAIO – lo scrivevamo su questo giornale lo scorso febbraio – furono presentate già entro il primo mese di avvio del provvedimento, ma nei successivi cinque si è registrato un lento e progressivo calo. Niente più code ai patronati, niente ressa agli sportelli dell’Inps per capire se ne vale la pena, conti alla mano, o se è meglio aspettare la tanto agognata pensione ancora per qualche anno. Il dato bresciano non è lontano da quello delle altre province vicine: da Bergamo sono arrivate all’Inps 2.442 richieste, poco più di 1.700 a Varese, 1.422 a Mantova e 1.327 a Monza e Brianza. La Lombardia ospita al suo interno i due poli opposti: da un lato c’è la città metropolitana di Milano che con le sue 7.642 richieste è la seconda in Italia (la prima è Roma con 13.152), dall’altro c’è Sondrio che, in tutta la provincia, ne ha presentate solo 325, il minor numero di tutto il Paese. Dando un’occhiata ai dati resi pubblici dall’Inps, al terzo posto del podio nazionale c’è Napoli con 7.068, quarta è Torino con 6.039. La regione che ha fatto pervenire all’Inps meno domande in assoluto è Val d’Aosta (348). In totale, le domande presentate all’Istituto di previdenza sono state 164.907, di cui 60mila sono lavoratori dipendenti del settore privato e 52mila provenienti dalla gestione pubblica. La misura che, lo ricordiamo, consente di andare in pensione in anticipo a coloro che abbiano compiuto almeno 62 anni di età e abbiano 38 anni di anzianità contributiva, è risultata meno attrattiva per i liberi professionisti e i titolari di imprese: sono 14.112 gli artigiani che hanno deciso di approfittare del provvedimento, ancora meno (13.729) i commercianti. La stragrande maggioranza delle domande (oltre 121mila) è stata presentata da uomini, e quasi tutti (più di 152mila) hanno snobbato la possibilità di inviare da soli la domanda in via telematica decidendo di affidarsi ai tanti patronati presenti sul territorio. •

Silvana Salvadori
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