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09.08.2020 Tags: Brescia

Quote latte, allevatori agitati: «Dovete pagare l’assistenza»

Una fase della mungitura in un’immagine d’archivio
Una fase della mungitura in un’immagine d’archivio

Centinaia di richieste di indennizzo per l'assistenza sindacale prestata agli allevatori bresciani e non solo. È quanto si sono visti recapitare diversi allevatori bresciani. LA RICHIESTA, tramite legali, arriva dall'ex senatore leghista Giovanni Robusti (a Palazzo Madama dal 1994 al 1996), tra i protagonisti della campagna anti quote-latte, al punto da farsi paladino delle aziende con una presidenza delle cooperative «che – ricorda il legale Pippo Leonardi nella lettera agli allevatori – consentì alle aziende di farsi pagare il latte dagli industriali, evitando il prelievo ingiusto e supplementare delle multe per le quote non rispettate. Multe ingiuste: e infatti gli allevatori si sono visti pagati il latte fuori quota grazie a Robusti per tutte le annate di riferimento dal 1995 in poi. Tutto ciò però, nonostante le decisioni fossero state prese in assemblea dai produttori, con Robusti mero esecutore, ha portato lo stesso Robusti a essere capro espiatorio con sanzioni per centinaia di migliaia di euro». La lenzuolata di lettere agli allevatori bresciani ha mandato nel panico un mondo già in fibrillazione per la riduzione del 20% del latte in pieno periodo Covid. Le richieste di Robusti (per ora in 270 lettere) vanno da poche centinaia di euro a svariate migliaia e riportano anche un passaggio in cui si minaccia il ricorso alle vie legali. «A fronte dell'ingente vantaggio dei produttori – si legge nella lettera – Robusti, identificato dalle autorità a torto o ragione come l'ideatore ed esecutore materiale dello stesso, ha perso tutto: onore, carriera politica, beni personali e molto altro, danni che lo hanno costretto a trasferirsi in un Paese europeo e a ricominciare da capo la sua vita». Robusti si trova a Tavira, in Portogallo. «LE SUE RICHIESTE – spiega Giuseppe Fumagalli dell'Unione Agricoltori – non sono per nulla sostenibili. Gli allevatori non devono farsi intimorire da queste lettere e i nostri avvocati sono già stati allertati per fornire tutti gli strumenti giuridici alle aziende. Non si deve temere alcun prelievo coatto dai conti: il signor Robusti non ha titolo per poter far prelevare forzosamente somme dai conti dalle aziende».A spaventare molti allevatori è infatti il ricorso alle vie legali paventato nella lettera: «L'ex senatore vanta un diritto per ingiustificato arricchimento e, come previsto dal Codice Civile, si è limitato a far valere i propri diritti», aggiunge ancora l’avvocato Leonardi. Anche Roberto Cavaliere (Copagri) non ha esitato a definire «inopportuno il versamento delle somme richieste da Robusti: se ci sono dubbi, gli allevatori devono sentire le associazioni di categoria». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Massimiliano Magli
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