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24.04.2019

Rapine al parco
e in centro,
presa la gang

I poliziotti della Questura si sono occupati delle indagini sul colpo messo a segno al «Parco dei poeti»La violenta rapina a un giovane indiano è stata al centro dell’attività investigativa dei carabinieri
I poliziotti della Questura si sono occupati delle indagini sul colpo messo a segno al «Parco dei poeti»La violenta rapina a un giovane indiano è stata al centro dell’attività investigativa dei carabinieri

Coltelli, bottiglie rotte. Le vittime, prima se li se li trovavano davanti. Poi erano botte e ferite. Giovani che non avevano scelta, che consegnavano portafogli o zainetti. Così, nelle due rapine di cui sono considerati responsabili i cinque giovani arrestati ieri. I DUE COLPI risalgono al 15 aprile e al 14 luglio 2018, la svolta nelle indagini è di ieri mattina quando sono state eseguite le cinque misure cautelari in carcere. In manette sono finiti quattro giovani d’origini indiane e uno pakistane. Sono stati arrestati da polizia e carabinieri al termine di indagini svolte congiuntamente e che hanno portato alla richiesta di un’ordinanza di custodia cautelare, da parte della procura. Richiesta che il gip ha accolto, firmando l’ordinanza eseguita nella mattinata di ieri. Gli arrestati hanno età comprese tra i 20 e i 24 anni e le vittime sono loro coetanei. Il primo colpo di cui vengono considerati responsabili i cinque è stato messo a segno il 15 aprile 2018 in centro storico e delle indagini si sono occupati i carabinieri. La banda si è avvicinata a un giovane d’origini indiane. Le intenzioni sono state fatte capire subito. Uno dei cinque l’ha costretto a rimanere fermo. Non ha usato parole, ma un grosso coltello, simile a un machete. La decisione d’abbozzare un tentativo di reazione è stata pagata a caro prezzo: bastonate, calci e pugni, ferite provocate con il coltello. I rapinatori violenti se ne sono andati con il portafogli, il giovane malmenato e ferito è stato medicato alla clinica Sant’Anna. Diverse le ferite riscontrate, in particolare da taglio, ma non solo. La seconda rapina è invece avvenuta al «Parco dei Poeti», al villaggio Badia e in questo caso ha indagato la Polizia di Stato. Il gruppetto di delinquenti si aggirava nel parco quando ha individuato le vittime: tre giovani bresciani. Tre giovani che si stavano aggirando tranquillamente nel parco e che per questo sono state inevitabilmente classificate come le «vittime ideali» per commettere quella che viene classificata dagli investigatori come la seconda rapina da attribuire ai cinque. Non si è fatto ricorso a un coltello, ma a una bottiglia rotta. Anche in questo caso il terrore si è materializzato soprattutto per una delle vittime, quella che si è ritrovato la bottiglia rotta puntata al collo. E non c’è stata la possibilità di chiamare nemmeno il Numero unico d’emergenza 112 da parte dei due amici del giovane minacciato. Sono stati scoperti e hanno dovuto rinunciare alla richiesta d’aiuto. Il bottino: gli zainetti, in cui erano riposti gli effetti personali, di tutti e tre i ragazzi. Ma nel frattempo è arrivata sul posto personale della Polizia di Stato. Sulla base della descrizione fornita i poliziotti sono riusciti a rintracciare tre componenti della banda di rapinatori, uno dei quali ha provato invano a fornire anche false generalità. In Questura però i tre si sono accorti della presenza di un amico delle tre vittime e nelle ore successive l’hanno incrociato. Per lui sono state minacce di morte fino a quando è riuscito a scappare. Nelle scorse ore, per i cinque, uno dei quali in fuga, gli arresti, da parte di carabinieri della stazione San Faustino e Polizia. Poi, il carcere. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari
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