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20.11.2018

Restauri e rondoni
da salvare Brescia
ha aperto una strada

Una bella immagine del tetto ristrutturato della chiesa della Volta
Una bella immagine del tetto ristrutturato della chiesa della Volta

È stato il primo esempio bresciano di convivenza possibile tra le esigenze di un cantiere e gli abitanti alati dell’edificio da ristrutturare. Non poteva dunque non trovare posto nella «vetrina» che oggi, a Milano, farà il punto su cosa si è fatto negli ultimi anni per proteggere i rondoni, comuni e pallidi, nel capoluogo lombardo. Ci sarà insomma un po’ di Brescia nel convegno «Tra architettura e biodiversità. Sos rondoni: la conservazione dei rondoni a Milano». Merito degli architetti Paola e Beniamino Dioni (oltre che dell’impresa interessata, la Zanini costruzioni di Castrezzato, e dello studio associato di architettura e ingegneria Lodrini), due tecnici che la scorsa primavera hanno aperto una nuova strada a Brescia e in provincia riprogrammando il cantiere per la sistemazione del tetto della chiesa della Volta (quella dei santi Pietro e Paolo) per permettere alla colonia di rondoni comuni (Apus apus) che qui abitano per pochi mesi all’anno di arrivare all’involo dei giovani prima dello scoperchiamento, e che poi hanno cercato le migliori soluzioni possibili per fare in modo che la prossima primavera i coppi della copertura ora restaurata siano ancora accoglienti per le coppie in arrivo dall’Africa per riprodursi. Un lavoro straordinario, che meritava spazio in un seminario di grande livello, che vedrà la collaborazione dell’Ordine degli architetti della provincia di Milano, della Fondazione Cariplo (che ha sostenuto le iniziative di Sos rondoni nel capoluogo lombardo), della Curia meneghina, coinvolta in quanto proprietaria di molti edifici, le chiese, in cui questi magnifici uccelli nidificano, e della Sovrintendenza come ente di tutela dei palazzi storici. La giornata di studi, gratuita, inizierà alle 9,30 in via Solferino 19, sede dell’Ordine degli architetti, organizzata dall’associazione onlus «Progetto natura» presieduta da Andrea Pirovano, la promotrice della campagna Sos rondoni, e permetterà di approfondire le esperienze di protezione attiva realizzate sulle colonie milanesi, come nelle chiese di San Satiro e di Santo Stefano Maggiore, ma anche l’iniziativa bresciana. Iniziativa che secondo Pirovano è tecnicamente interessantissima, probabilmente perfetta per tutelare una specie «colpita da un importante calo provocato dalle trasformazioni edilizie delle città, che sottraggono a questi animali gli spazi per la nidificazione: le fessure nei muri, gli spazi sotto le coperture e i fori nelle murature storiche tappati per sfrattare i piccioni».

COSA è stato fatto nel tempio della Volta? In estrema sintesi, il problema del fissaggio delle tegole, che in questo edificio non sono «fermate» da grondaie, è stato risolto con un sistema di sottili agganci metallici che lasciano aperto e percorribile lo spazio esistente tra strato inferiore e superiore di laterizi, mentre l’impermeabilizzazione della chiesa sottostante è stato garantito da una membrana speciale in grado in contemporanea di mantenere le temperature più basse. Come sottolinea Pirovano, questo è «il primo esempio italiano di salvataggio di una colonia nidificante sotto un tetto di coppi», e a Milano ne faranno tesoro.

Paolo Baldi
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