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23.03.2019

«Richiedenti asilo, lascio un’eredità di problemi risolti»

Il prefetto Annunziato Vardè prenderà servizio a Potenza il prossimo 26 marzo FOTOLIVE
Il prefetto Annunziato Vardè prenderà servizio a Potenza il prossimo 26 marzo FOTOLIVE

«Lascio un’ eredità di problemi risolti e di progetti avviati da continuare». Fra le situazioni ormai sotto controllo pone quella dei richiedenti asilo il prefetto Annunziato Vardè che il 26 marzo prenderà la carica a Potenza, passando il testimone al successore Attilio Visconti, a sua volta ex di Pavia. «Era una questione grossa. Quando sono arrivato - ricorda - c’erano nel Bresciano oltre 3mila richiedenti asilo, adesso sono 1.567, dimezzati. Con il precedente bando e con una task force per le verifiche abbiamo selezionato i gestori, le vicende illegali alla Scaroni sono state affrontate con il commissariamento, ora le realtà dell’ospitalità sono affidabili ed efficienti. È stato tamponato il ritardo nei pagamenti dovuto alle documentazioni imprecise. Tre nuovi bandi, ispirati alle regole nazionali, sono usciti per l’accoglienza 2019-20: conto che, nonostante le perplessità del terzo settore e i possibili ricorsi, le adesioni saranno sufficienti per il numero ormai ridotto di presenze. La caserma Serini è un caso chiuso, abbiamo fatto un grande lavoro per restituirla in questi giorni al Demanio. Non c’è altro da fare». VARDÈ GIOVEDÌ ha salutato i vertici di tutte le istituzioni, «ricevendo- sottolinea- attestati di stima che mi hanno fatto piacere e mi accompagneranno in questo trasferimento che non ho chiesto come non avevo chiesto di venire a Brescia, territorio che ho scoperto di eccellenza sotto ogni punto di vista e dove ho trovato ampie collaborazioni. Me ne vado in un capoluogo regionale ma con dispiacere. Avrò con me il ricordo di un impegno costante, del sostegno avuto e del consenso dimostratomi fino all’ultimo». Ieri ha incontrato la stampa per un bilancio di due anni «di intenso lavoro e di molte sinergie». Tra le cose riferite, i continui rapporti con le forze dell’ordine sotto il coordinamento prefettizio che hanno portato alle misure antiterrorismo, all’implementazione in città e in molto paesi della rete di videosorveglianza, con il contributo del ministero dell’Interno, agli sgomberi «senza conseguenze e tensioni sociali» dell’hotel Alabarda, delle casette di via Gatti, una delle quali è già stata demolita. Altre azioni hanno riguardato la sicurezza stradale o lo spaccio di droga, nelle scuole e nelle piazze dedicate, la promozione della legalità tra gli studenti. Per l’ambiente molta attenzione è andata al Chiese colpevole della legionella. «Sarà creato un osservatorio di monitoraggio per la bonifica, è una delle attività che passo al mio successore», dice il prefetto. L’annosa storia della motorizzazione sotto organico è stata appianata con risorse di supporto, «ora gli uffici funzionano» sottolinea Vardè che rammenta lo sforzo per reperire abitazioni da destinare ai dipendenti di pubbliche amministrazioni, nel settore giudiziario soprattutto, «per rendere più appetibili le sedi bresciane». Unico rammarico la storia senza soluzione della scomparsa della 12enne Iushra. «Abbiamo fatto tutto il possibile - sostiene -, lo ha riconosciuto pure il padre al quale va tutta la mia comprensione per il suo dolore». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Magda Biglia
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