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31.05.2018

Rifiuti, fatture
false per 3
milioni di euro

Le Fiamme Gialle sono state impegnate anche «sul campo» con accertamenti svolti direttamente nelle aziende coinvolte nell’inchiesta
Le Fiamme Gialle sono state impegnate anche «sul campo» con accertamenti svolti direttamente nelle aziende coinvolte nell’inchiesta

L’autocarro carico di rottami ferrosi, senza i documenti in regola, è passato davanti ai finanzieri mentre erano impegnati in un’altra attività d’indagine. È successo a Castenedolo poco più di un anno fa e quell’autocarro si è rivelato non solo carico di rottami, ma anche di spunti investigativi che, approfonditi, hanno portato a risultati importanti. Nei guai sono finite nove persone, residenti in otto casi a Brescia o in provincia e in un caso in Spagna. Devono rispondere a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, ricettazione, emissione e annotazione di fatture per operazioni inesistenti. Le false fatture, in particolare, sono state emesse per un ammontare pari ad oltre 3 milioni di euro. La Guardia di Finanza ha sequestrato beni, principalmente automobili, e conti correnti per oltre 2,5 milioni. Dalle indagini è emerso che in sei casi si trattava di quel tipo di «imprenditori» che non mancano mai quando si contrasta il reato delle false fatturazioni: le «teste di legno». Gente che non ha intestato nulla, che emette fatture false e non conosce dichiarazioni dei redditi. Le fatture venivano poi annotate come falsa contabilità da parte delle altre imprese. Erano loro a prelevare il materiale ferroso in nero e a girarlo agli altri tre. LE INDAGINI, coordinate dalla procura di Brescia, sono state particolarmente complesse. Se all’inizio da parte degli investigatori del Gruppo della Guardia di Finanza di Brescia, si è proceduto con i controlli incrociati poi si è passati a indagini tecniche vere e proprie in cui ci sono state anche intercettazioni. Le aziende interessate sono in un caso a Castenedolo e negli altri nella zona a sud di Brescia. Ancora una volta quindi, in questo caso collegato a reati nel settore dei rifiuti non pericolosi, viene alla ribalta delle cronache della provincia il fenomeno delle false fatturazioni. Un territorio dinamico e sano, quello bresciano, in cui però ci sono granelli di sabbia negli ingranaggi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari
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