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18.06.2019

Rischio truffe, con la Locale la prevenzione è a domicilio

Il commissario Natoli illustra i primi esiti del progetto dedicato agli anziani «Non sei solo»
Il commissario Natoli illustra i primi esiti del progetto dedicato agli anziani «Non sei solo»

Possono avere la divisa della Polizia o dei Carabinieri, ma anche l’abito scuro dell’avvocato o la tuta da lavoro dei tecnici di luce, acqua e gas o persino del postino. Sono le tante identità che i truffatori sono abituati ad assumere per raggirare soprattutto anziani che vivono da soli ed estorcere loro denaro. Un reato particolarmente odioso perché colpisce persone fragili che spesso si vergognano persino di denunciare quanto hanno subito. Così, se Maometto non va alla montagna, la Polizia Locale di Brescia si è attrezzata per andare a bussare porta a porta agli oltre diecimila over 75 che in città vivono per lo più in solitudine. IL PROGETTO «Non sei solo» è stato avviato a gennaio di quest’anno e prevede almeno una durata triennale: «Contattare personalmente tutti questi anziani è un obiettivo ambizioso, per questo la nostra centrale operativa si è attrezzata per avviare un primo contatto telefonico attraverso il quale spiegare all’anziano come funzionano queste truffe e soprattutto come non caderci», ha spiegato il commissario capo della Locale Francesco Natoli. «Quelli che non hanno un’utenza di telefonia fissa oppure non rispondono – prosegue Natoli – ricevono una visita a casa dei nostri agenti che consegnano loro una brochure informativa che riporta le principali casistiche di truffe, in casa o su strada». Dall’inizio dell’anno a oggi, gli agenti della Locale hanno incontrato 304 persone anziane, con altre 161 è stato tentato un contatto che è andato a vuoto o è addirittura stato rifiutato (28 casi): «Si tratta di persone particolarmente sospettose che non hanno voluto aprire la porta ai nostri agenti. Un dato che fa riflettere sulla scaltrezza dei truffatori che spesso si mascherano dietro a divise delle forze dell’ordine generando confusione e diffidenza» ha aggiunto Natoli. Oltre agli anziani visitati al domicilio, la centrale operativa è riuscita a contattare telefonicamente altri 322 over 75. «L’attività, oltre al primario obiettivo di contrasto a questa tipologia di reati predatori, ha anche una funzione non meno importante di entrare in casa di anziani che vivono soli. I nostri agenti diventano così ancor più sentinelle sul territorio di potenziali situazioni di disagio che vengono segnalate ai Servizi Sociali se non sono già note», conclude il commissario capo. Ma questo servizio “porta a porta” non è l’unico che Comune e Polizia Locale hanno attivato a contrasto delle truffe. Al Comando di via Donegani e negli uffici decentrati della Locale sono attivi da tempo sportelli a cui rivolgersi per ottenere il risarcimento dei danni subiti (fino ad un massimo di 450 euro una tantum). Grazie a questo servizio, 43 cittadini nel 2017 e 32 nel 2018 (più altri 10 nei primi mesi dell’anno in corso) hanno ottenuto un contributo in denaro ma anche un sostegno psicologico dove necessario. «Negli anni - ha aggiunto Luca Iubini, responsabile del servizio di Sicurezza urbana del Comune - abbiamo affinato la tecnica di contatto con le persone più esposte alle truffe recandoci direttamente nei luoghi o nelle occasioni di aggregazione distribuendo materiale informativo, anziché convocarle per appositi incontri sul tema che spesso andavano deserti». Difficile avere un quadro aggiornato sulla reale estensione del fenomeno, perché spesso le vittime non denunciano la truffa subita. In questi primi mesi dall’avvio del progetto, la Locale ha già raccolto 27 segnalazioni di raggiri non denunciati. «Dobbiamo provare a far emergere quanto più possibile questo odioso fenomeno sommerso. I cittadini devono sapere di non essere soli. I reati a Brescia sono calati negli ultimi dieci anni, ma questo in particolare non è diminuito come avrebbe dovuto. Investire in sicurezza vuol dire anche affinare gli strumenti di lavoro, non solo fare repressione», ha concluso il sindaco Emilio Del Bono. •

Silvana Salvadori
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