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01.10.2020 Tags: Brescia

Risorgimento,
un museo
«poco condiviso»

Come sarà il percorso del nuovo museo del Risorgimento
Come sarà il percorso del nuovo museo del Risorgimento

Il progetto esecutivo verrà presentato entro l’aprile del prossimo anno. Poi saranno indette le gare e solo dopo inizieranno i lavori veri e propri, da concludersi entro ottobre 2022. A quel punto si darà il via all’allestimento, da completare per l’inizio del ’23, anno in cui la città, condividendone la parte con Bergamo, interpreterà il ruolo di capitale italiana della cultura. Il costo complessivo per la ristrutturazione del Piccolo e Grande Miglio e per la predisposizione della sala (570 metri quadrati) adibita a nuovo Museo del Risorgimento sarà pari a 4 milioni di euro, 1,4 dei quali ci si aspetta finanziati da Fondazione Cariplo. «Il museo non sarà dotato di nessun reperto in sé di straordinario valore, ma di oggetti raccolti sulla base di un valore civico» avverte Stefano Karadjov. Il direttore di Fondazione Brescia Musei è esplicito di fronte ai componenti delle commissioni lavori pubblici e cultura della Loggia: «Non sarà uno scrigno dei tesori». Di conseguenza, «è richiesta una messa in scena in alcuni casi teatralizzata», in modo tale da realizzare «un museo anti-retorico, non fatto di reliquie e cimeli e che superi l’idea del culto dell’oggetto». L’obiettivo è dotarsi di «un museo importante, dal taglio europeo, collegato al resto del sistema museale bresciano». FORSE, E Karadjov fa capire che è un’idea alla quale difficilmente rinuncerà, verrà trovato al museo «un nome nuovo, più accattivante». Peccato, aggiunge al termine della sua audizione, che critiche al progetto siano arrivate senza che lo stesso fosse stato preventivamente visionato. Una stoccata che ha avuto per destinatario Stefano Bruno Galli, reo di avere bollato l’erigendo museo come «un bigino di storia anni ’50». Una dichiarazione che ha dato l’opportunità a Laura Castelletti di replicare per le rime all’assessore all’autonomia e alla cultura di Regione Lombardia: «È recidivo e tende ad avvelenare il dibattito spostandolo su un piano politico. È entrato a gamba tesa senza conoscere il progetto che non è di sua competenza e per il quale non mette un euro». Secondo il vicesindaco Galli «non sviluppa il suo ruolo istituzionale in modo corretto». Con l’assessore lombardo non poteva non dirsi in sintonia la consigliera leghista Melania Gastaldi, secondo cui il futuro Museo verterà su un impianto «auto-celebrativo». E ha poi aggiunto: «Perché non usare il bando per il povero museo di scienze naturali che giace dimenticato?». Polemiche che hanno innescato la reazione del sindaco. Emilio Del Bono ha chiuso la seduta ricordando: «Il Risorgimento rappresenta la storia ed è il vanto di questa città». Come dire: ovvio che un museo esaltati l’identità del luogo in cui sorge. D’altra parte, come ricordato da Karadjov, non ne sono esenti neppure «il Louvre e Brera». Sul tema è intervenuta con un comunicato anche la sezione bresciana dell’Associazione Mazziniana Italiana: «Accogliamo con favore il progetto di ristrutturazione del Museo del Risorgimento». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mauro Zappa
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