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17.10.2019

Ronde illegali
Sette Brixia Blue
Boys nei guai

Una delle ronde in stazione organizzata dall’associazione attiva in città dall’ottobre del 2017
Una delle ronde in stazione organizzata dall’associazione attiva in città dall’ottobre del 2017

La procura ha terminato il suo lavoro e a tutti e sette ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Nel registro degli indagati con l’accusa di usurpazione di funzioni pubbliche, porto illecito di armi e strumenti atti ad offendere sono finiti alcuni dei rappresentanti della associazione Brixia Blue Boys, la realtà attiva in città dal 17 ottobre 2017 e che come finalità avrebbe quella di dare assistenza ai poveri, agli emarginati, ai tossicodipendenti, ai disadattati, alle famiglie bisognose. Per la procura di Brescia invece: «svolgendo ronde non autorizzate nel territorio cittadino, indossando divise e portando, senza giustificato motivo, manganelli telescopici e spray urticanti, usurpavano la funzione di pubblica sicurezza, di esclusiva prerogativa delle Forze dell’Ordine».


SECONDO gli inquirenti Mirko Mancini(lecchese di 46 anni), Paolo Astolfi (nato in provincia di Ascoli nel 1952), Cinzia Orizio (bresciana classe 1976) Marco Lumini (nato a Brescia nel 1967), Antonella Bastianoni (bresciana del 1961), Vanessa Camplani (bresciana del 1993, la più giovane del gruppo) e Antonio De Felice (napoletano di 31 anni) «dopo avere costituito l’associazione Brixia Blue Boys con lo scopo, tra gli altri di prevenzione e contrasto alla microcriminalità» da maggio 2018 all’11 ottobre di quello stesso anno si sarebbero travestiti da tutori dell’ordine pubblico. Le indagini non hanno però rivelato episodi di violenza.


«LE RONDE - avevano spiegato dalla questura lo scorso ottobre quando erano scattate le denunce dopo che in estate erano iniziate le indagini - venivano eseguite secondo schemi operativi ben definiti, da soggetti con addosso vere e proprie uniformi, mai omologate né autorizzate dagli enti preposti. Individui organizzati gerarchicamente (a spasso nella formazione caposquadra e gregari a seguito) ed orientati politicamente verso ideologie di estrema destra». La conferma dell’orientamento politico del gruppo sarebbe poi stato confermato da alcuni simboli vicini all’ideologia fascista trovati cuciti all’interno delle divise indossate. Nel corso delle perquisizioni fatte dalla Digos di Brescia nelle sede della Brixia Blue Boys erano state trovate armi da taglio, sfollagente, strumenti atti ad offendere e un fucile detenuto illegalmente, oltre ai capi di vestiario indossati dagli appartenenti al gruppo, contraddistinti da stemmi e distintivi che avrebbero indotto i cittadini a «percepirli come forze dell’ordine». Ora i sette avranno venti giorni di tempo per chiedere di essere sentiti dal pm titolare dell’inchiesta, il sostituto procuratore Carlo Pappalardo, o depositare una memoria.


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Paolo Cittadini
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