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08.07.2020 Tags: Brescia

Rsa, una protesta che continua a crescere

Un momento dell’incontro svolto in videoconferenza
Un momento dell’incontro svolto in videoconferenza

Come un fiume in piena, più di 50 soggetti tra enti, associazioni, operatori della sanità e dei servizi hanno inviato ieri pomeriggio una lettera al presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e all'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera per chiedere la «tempestiva revisione» della Dgr «Atto di indirizzo in ambito sociosanitario successivo alla Fase 1 dell'emergenza Covid». Un atto che ancora oggi, nella specificità delle residenze sanitarie, «ritarda pesantemente – spiega chi firma – la possibilità per anziani e disabili, con le loro famiglie, di essere accolti come nuovi ospiti nelle strutture e nei centri diurni, impedisce ai familiari di incontrare i loro cari, mantiene in condizioni di confinamento persone giovani e adulte ospiti di strutture della disabilità, delle dipendenze, della salute mentale, della neuropsichiatria e dei minori, impropriamente equiparate alle Rsa e alle Rsd». L'iniziativa è promossa dal neonato «collettivo» ConnettereSalute, che raggruppa un «fronte ampio e trasversale» che vai dai liberi cittadini ai medici agli operatori: il sodalizio – che è operativo anche sul we, mail a insieme@connetteresalute.it – vede tra i suoi coordinatori Giosué Mignogna, medico di base in pensione; Fulvio Lonati, consulente volontario di Ats ed ex dirigente Asl; il medico odontoiatra Giovanni Marvaldi, il medico geriatra Gianbattista Guerrini, Paolo Campi del distretto veterinario di Ats, il medico Ferdinando Brandi; Gianpaolo Balestrieri dell'Ordine dei Medici. C'erano tutti ieri mattina nella conferenza stampa virtuale che di fatto ha ufficialmente lanciato la mobilitazione: tra i firmatari della lettera, inviata a Fontana e Gallera (e a tutti i consiglieri regionali) nel pomeriggio, ci sono invece associazioni bresciane del settore sanitario, associazioni culturali, sindacati come Cgil, Cisl, Uil, Nursind e sindacato dei medici, consigli di quartiere di Brescia, il Tribunale per i diritti del malato, rappresentanti dei medici di base, dei medici chirurghi e odontoiatri, delle ostetriche, perfino la Chiesa valdese. UNA CRITICA a tutto tondo della gestione dell'emergenza, anche nella fase «post», a partire dalla «famigerata delibera dell'8 marzo che voleva trasferire i malati Covid nelle Rsa» fino agli «atteggiamenti difensivi e da scaricabarile, insomma da censurare: questi ritardi non stanno né in cielo né in terra, e comportano disagi alle famiglie e agli ospiti, ai servizi offerti e ai loro bisogni, oltre ai problemi economici per le strutture che rischiano perdite drammatiche se non addirittura la chiusura». Ma in cosa va rivista la contestata Deliberazione di giunta regionale? «Per prima cosa, la persona candidata a essere accolta nella struttura per anziani o disabili è ammessa a seguito del solo riscontro di due tamponi negativi effettuati nei giorni antecedenti al ricovero». La persona va accolta e mantenuta « in isolamento per 14 giorni prima di effettuare un ulteriore tampone. Poi le visite dei familiari nelle Rsa e Rsd devono essere consentite da subito; sia inoltre consentita l'uscita degli ospiti dalle strutture residenziali (nel rispetto di criteri e normative). Infine il Governo regionale si deve impegnare a garantire il sostegno economico a ciascuna struttura residenziale e semiresidenziale, purché abbia il bilancio in regola nell'esercizio 2019, in modo che nessuna di queste si trovi nella condizione di dichiarare fallimento, con conseguente svendita al mercato privato». A fronte dell'affondo, le organizzazioni firmatarie si dicono comunque pronte «a fornire collaborazione». Ma nel frattempo rilanciano subito: tutti gli interessati (basta un clic su connetteresalute.it) sono chiamati a firmare la lettera aperta inviata ieri, che sarà poi recapitata ai vertici regionali, con le firme dei singoli cittadini, entro il 20 luglio prossimo. •

Alessandro Gatta
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