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19.04.2019

Salario minimo, ampio confronto nelle distanze

Il Consiglio generale dei delegati Fim Cisl in via Altipiano d’Asiago
Il Consiglio generale dei delegati Fim Cisl in via Altipiano d’Asiago

Salario minimo, tassazione, innovazione tecnologia e formazione continua: quattro temi strategici attorno ai quali si è sviluppato il confronto proposto dal Consiglio generale dei delegati della Fim di Brescia, introdotto dal segretario generale Stefano Olivari nella sede dell’organizzazione sindacale di via Altipiano d’Asiago. «Un momento di riflessione per acquisire conoscenze maggiori anche in vista dell’appuntamento elettorale europeo al quale come sindacato invitiamo caldamente a partecipare», ha detto Olivari. AL TAVOLO tre candidati al Parlamento Ue: Dante Cattaneo per la Lega, Pier Luigi Mottinelli per il Pd e Pietro Tatarella per Forza Italia. «Il Movimento 5 Stelle ci ha comunicato di non essere riuscito a trovare un candidato disponibile per questo appuntamento», ha precisato Olivari. Ai tre ospiti era già stato consegnato il documento riassuntivo degli incontri territoriali sindacali nelle aziende metalmeccaniche bresciane: occasione, ha spiegato ancora il leader Fim, «per analizzare la situazione economica e politica italiana nel contesto internazionale. Abbiamo tratto spunti che sottoponiamo ai candidati». Alle domande, poste dai delegati, i candidati hanno risposto toccando questioni care ai lavoratori, come il carico fiscale, le precarietà, la produttività, la sicurezza, la sostenibilità ambientale delle aziende, il ruolo delle rappresentanze sindacali. Molto sentito e attuale il tema del salario minimo, posto da un delegato Gefran, che ha chiesto un parere riguardo potenzialità e criticità di questa misura, ma soprattutto in merito alla sua compatibilità in un contesto europeo caratterizzato da strutture contrattuali diverse. Per Cattaneo l’aspetto positivo sta «nell’allineamento dell’Italia a tanti Paesi europei che già dispongono di questa misura, mentre le problematiche derivano dall’impatto sui conti pubblici e dalla difficoltà di stabilire una soglia utile per allineare l’Italia all’Europa». TATARELLA si è detto fortemente «contrario all’introduzione del minimo salariale, visto che che significherebbe buttare la contrattazione aziendale e anni di battaglie sindacali». Mottinelli ha posto l’accento su «occupazione e lavoro: di questo ha bisogno il Paese non di sussidi, quindi reddito di cittadinanza e quota cento sono misure che hanno il fiato corto». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Irene Panighetti
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