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15.09.2019

Sanità privata, sciopero il 20 settembre

I rappresentanti delle sigle sindacali alla presentazione della mobilitazione nella sanità privata
I rappresentanti delle sigle sindacali alla presentazione della mobilitazione nella sanità privata

Chiedono rispetto, dignità, giusta paga. Da 12 anni inascoltati – tanto il tempo passato senza rinnovo del contratto di lavoro - gli operatori della sanità privata incroceranno le braccia venerdì 20 settembre con uno sciopero nazionale, il primo da quando è iniziata la vertenza, organizzato da Cgil, Cisl e Uil. «La misura è colma, i lavoratori delle cliniche private non ce la fanno più, si è creato un diffuso e profondo malessere relativo agli aspetti economici, ma anche ai diritti, alle tutele e al riconoscimento della professionalità», dicono i rappresentanti sindacali Angela Cremaschini di Fp Cisl, Stefano Ronchi di Fp Cgil e Demetrio Barbagiovanni di Fpl Uil. Ad essere interessati nel Bresciano sono 4500 lavoratori (infermieri, tecnici, operatori sanitari, amministrativi) delle 14 cliniche private di città e provincia, il cui salario è fermo da 13 anni per l’indisponibilità delle associazioni datoriali Aris e Aiop a trovare un accordo. «Il tavolo della trattativa si è interrotto nel 2018 per la posizione pretestuosa delle associazioni datoriali, che pretendevano di scaricare l’onere del rinnovo sul Servizio sanitario, chiedendo un ritocco dei rimborsi per le prestazioni erogate», sottolineano i sindacati, ricordando che le strutture private bresciane ottengono rimborsi pubblici per oltre 450 milioni di euro e fatturano utili importanti. Ad eccezione di Poliambulanza, Domus e Fondazione Don Gnocchi, che hanno riconosciuto ai dipendenti un minimo ristoro attraverso la contrattazione di secondo livello, gli altri gruppi, in particolare il San Donato, non hanno distribuito nulla ai lavoratori. A parità di mansione gli operatori del privato scontano uno scarto di circa 4 mila euro annuali sullo stipendio rispetto ai colleghi impiegati nel pubblico: chi può tenta i concorsi, e sta crescendo la compagine di lavoratori stranieri nelle corsie delle cliniche private. «Quello del rinnovo è un problema dei lavoratori, ma diventa un problema dei cittadini perché riguarda operatori che assicurano i servizi sanitari, che richiedono qualità e professionalità ma anche empatia e sensibilità», dice Cremaschini. Presente anche il consigliere regionale Gianni Girelli, che ha risposto alla chiamata dei sindacati inviata alla compagine bresciana a Palazzo Lombardia. I SINDACATI hanno già predisposto un programma per la giornata di sciopero, che prevede ritrovo alla Poliambulanza, trasferimento in metrobus alla Città di Brescia e successivamente incontro di una delegazione col prefetto (gli utenti verranno tutelati perché solo una parte degli operatori potrà astenersi dal lavoro per assicurare le fasce di garanzia). L’unica condizione che potrebbe sospendere lo sciopero è l’esito della recentissima convocazione diramata dal neo ministro della Salute Roberto Speranza, per un incontro fissato il 17 settembre con sindacati e associazioni datoriali. Ma solo se emergesse nero su bianco una disponibilità a trattare, con date certe di chiusura del rinnovo. «Al momento noi siamo pronti per lo sciopero - ribadiscono i sindacati -: la mobilitazione è aperta». •

Lisa Cesco
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