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20.07.2019

Sblocca cantieri: è polemica sull’appalto per il teatro Ideal

Un rendering di come sarà il Teatro Ideal sull'area dell'ex Ideal Standard. Polemica sull’appalto
Un rendering di come sarà il Teatro Ideal sull'area dell'ex Ideal Standard. Polemica sull’appalto

Le nuove regole del cosiddetto Sblocca cantieri continuano a far discutere. Dopo la vicenda dei lavori all’istituto comprensivo di Vobarno, questa volta nel mirino è finito l’appalto per la riqualificazione del sito che ospitava l’ex Ideal Clima, destinato ad ospitare il Teatro Ideal. Un’iniziativa che si inserisce nel maxi piano per la riqualificazione di via Milano «Oltre la strada». UN BANDO sul quale i sindacati (Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil) in una nota esprimono tutta la loro preoccupazione. Il valore dei lavori, 5.520.150 euro, di poco superiore alla soglia comunitaria di 5,5 milioni di euro, consente infatti al Comune di Brescia di scegliere il criterio del prezzo più basso anziché quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che tiene conto anche della qualità della proposta. L’avviso scade il 19 luglio e il cantiere durerà 480 giorni. Questo criterio, secondo i sindacati, «provocherà un’ulteriore compressione dei diritti e del salario erogato dai lavoratori e si corre il rischio che la qualità delle opere realizzate non sia quella prevista dal capitolato». Qualche perplessità anche sull’importo delle opere subappaltabili che, con le nuove regole, secondo i sindacati scenderebbe dal 50 al 40%. Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneral Uil chiedono dunque subito un tavolo con la stazione appaltante ed il Comune «per tutelare i lavoratori ribadendo da subito l’applicazione del contratto collettivo nazionale edile e il rispetto delle norme sulla sicurezza». «Non possiamo tollerare in nessun caso - scrivono i sindacti - che il criterio di aggiudicazione della gare sia soltanto il massimo ribasso. Lo Sblocca cantieri non ci convince perché la filosofia del decreto si base su una cultura “deregolatoria” che è un’idea sbagliata. Non è corretto sospendere il codice degli appalti (anche in modo temporaneo) per giustificare il decreto sblocca cantieri. Chiediamo l’applicazione delle norme che garantiscono un corretto riconoscimento contratto di lavoro e l’applicazione di tutte le azioni preventive in materia di sicurezza sul lavoro. Su essa bisogna investire, non risparmiare». Il Comune, nella persona dell’assessore Michela Tiboni, rinnova la disponibilità a sedersi al tavolo con i sindacati. «Ma è la norma nazionale che impone di procedere considerando il prezzo più basso - precisa Tiboni -. In questo caso non ci sono le condizioni per considerare anche l’offerta tecnica con un livello di progettazione superiore. Senza tener conto che l’esecutivo è comunque già molto ben definito». I nuovi criteri, è vero, «espongono al rischio che le imprese si tirino il collo riversando le criticità sul cantiere, dall’altro canto sulle offerte tecniche è elevato il rischio di contenziosi. Per valutare gli effetti delle nuove norme ci vorrà del tempo». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

NA.DA.
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