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23.08.2019

Scarica trecento
chili di sale e
resta schiacciato

È rimasto sotto a quasi 300 chilogrammi di sale. Ne è uscito vivo, ma con una gamba gravemente ferita, schiacciata dal carrello carico di sale. È successo ieri mattina in un complesso residenziale di via Dabbeni a Mompiano. Urla strazianti hanno scosso la quiete della casa. Provenivano dalla zona dei garage. Qui un uomo era immobile a terra con la gamba bloccata dal carrello pieno dei sacchi del composto chimico che viene usato per addolcire l’acqua dei rubinetti, molto carica di calcare. A pochi passi da lui un’inquilina che gli aveva aperto il cancello automatico e lo aveva guidato nella discesa verso la zona dei box, dove è collocato l’addolcitore da rifornire con il sale.


ALLE URLA del ferito e ai richiami della donna sono accorsi altri inquilini attraverso le scale che portano al seminterrato. «Era chiaro che era successo qualcosa di molto grave. Ma al momento ho pensato che si potesse trattare di uno dei giardinieri che in quel momento stavano lavorando in giardino. Maneggiavano la motosega» racconta uno degli inquilini. Invece tutto era avvenuto di sotto. Ai piedi della rampa. A causare l’infortunio è stata - ma sono intervenuti sul posto o carabinieri e i tecnici dell’Ats e saranno loro a stabilire la dinamica - la decisione del lavoratore di scendere con il carrello dietro di lui, frenandolo con il suo corpo. Il peso però era probabilmente eccessivo, e l’uomo, un 39enne, è stato travolto.


GLI INQUILINI hanno prima tentato di spostare il carrello, ma non riuscendovi hanno tolto uno alla volta i sacchi di sale (del peso di 25 chilogrammi ognuno). Quando il carrello è stato alleggerito sufficientemente, hanno liberato la gamba dell’operaio. Nel frattempo avevano chiamato il 118, e in attesa dell’autoambulanza hanno rincuorato il ferito che in pochi secondi sarebbero arrivati i soccorsi. E così è stato: con l’autolettiga sono giunti anche i carabinieri. E l’Ats pochi minuti dopo. Il 35enne è stato trasportato agli Spedali Civili di Brescia.


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Eugenio Barboglio
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