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16.07.2019

Schiacciato da
una bobina muore
operaio di 51 anni

I vigili del fuoco sul piazzale dell'azienda dove è avvenuta la tragedia SERVIZIO FOTOLIVE/Marco Zurru
I vigili del fuoco sul piazzale dell'azienda dove è avvenuta la tragedia SERVIZIO FOTOLIVE/Marco Zurru

Tredici tonnellate d’acciaio che lo travolgono e che non gli hanno lasciato scampo: Massimiliano Faro, operaio di 51 anni, ieri mattina a Brescia ha perso la vita in una tremenda disgrazia sul posto di lavoro.

 

AL CIVICO 24 di via Industriale ha sede il Centro siderurgico bresciano dove la vittima dell’ennesimo incidente sul lavoro nel Bresciano lavorava da qualche anno. Massimiliano Faro quindi conosceva le dinamiche della quotidianità professionale. Ma ieri mattina qualcosa si è inceppato in modo da portare a conseguenze irreversibili. A quanto si è appreso era in corso la movimentazione di una bobina e nei pressi del carroponte si trovava anche un collega. Per cause in corso d’accertamento, però, Massimiliano Faro sarebbe rimasto schiacciato dall’enorme massa d’acciaio. Una tragedia che si è compresa subito in tutta la sua enorme gravità, con il collega della vittima rimasto sconvolto per l’accaduto al punto da renderne necessario il trasporto in ospedale. L’allarme è stato dato immediatamente e sono arrivati subito personale sanitario, carabinieri della compagnia di Brescia, Vigili del fuoco e personale dell’Ats subito al lavoro per ricostruire, compatibilmente con le condizioni e lo stato emotivo di chi era presente, la dinamica della tragedia, la seconda in provincia con conseguenze mortali sul nel giro di pochi giorni. E certamente parecchio dovrà ancora essere chiarito da parte degli investigatori e di coloro che, come i funzionari dell’Ats, sono impegnati in questo genere di situazioni a dare tutto l’apporto tecnico possibile. Una morte che si abbatte su un settore, quello siderurgico, storicamente esposto con l’edilizia e agricoltura agli infortuni sul lavoro. Nel frattempo ieri la notizia si è diffusa a Molinetto di Mazzano e lo sconforto e il dolore si sono impadroniti di tutti coloro che conoscevano Massimiliano Faro. Una persona che non si vedeva molto a Molinetto dove abitava in via Donatori di Sangue con la moglie Elena Paderno, il figlio Alessandro e la figlia Giulia. Proprio per quest’ultima la tragedia ha avuto una dimensione ancora più grande. Si trovava infatti in Calabria quando è stata raggiunta dalla terribile notizia, e in aereo ha fatto immediato ritorno a casa. Le prossime ore saranno sicuramente quelle in cui si potrà sapere di più della dinamica della tragedia. Ma sarà anche possibile sapere quando tutti coloro che continueranno a portare nel cuore Massimiliano Faro potranno dargli l’estremo saluto. E così, mentre anche sindacati e esponenti politici (ne riferiamo a parte) prendevano posizione esprimendo solidarietà e sdegno, il dolore ha preso il sopravvento su tutto.

 

INTANTO ALL’INTERNO dell’azienda tutti gli accertamenti sono stati svolti lontano da telecamere e macchine fotografiche come altrimenti non si potrebbe in queste occasioni. Nel piazzale del Centro Siderurgico Bresciano di via Industriale è rimasta parcheggiata per ore l’auto dei carabinieri di Brescia. Poi l’arrivo dell’autoscala dei vigili del fuoco. In una mattina che lascerà il segno per sempre, con tutti gli interrogativi che si sviluppano in questi casi e rispetto ai quali, evidentemente si possono dare risposte precise solo fino a un certo punto. Come capita inevitabilmente quando un uomo rimane schiacciato da tonnellate di metallo mentre compie una mansione che per lui, fino a un istante prima aveva significato il lavoro e quindi vivere, ma improvvisamente si è fatta morte.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari
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