CHIUDI
CHIUDI

09.07.2020 Tags: Brescia

Sciopero all’Iveco:
«Non ricacciateci
ancora in lockdown»

Tutte le sigle sindacali hanno aderito alla protesta che si protrarrà con altri momenti di mobilitazione per tutto il mese di luglioDiscussioni accese intorno al futuro del sito industriale brescianoAlta l’adesione allo sciopero proclamato ieri dallo stabilimento di via Volturno
Tutte le sigle sindacali hanno aderito alla protesta che si protrarrà con altri momenti di mobilitazione per tutto il mese di luglioDiscussioni accese intorno al futuro del sito industriale brescianoAlta l’adesione allo sciopero proclamato ieri dallo stabilimento di via Volturno

Rivendicano la piena applicazione del piano industriale sottoscritto lo scorso 10 marzo e oggi a rischio revisione. Gli operai dello stabilimento cittadino Iveco, ieri mattina per due ore hanno incrociato le braccia in segno di protesta contro la «pausa di riflessione dagli investimenti» annunciata dai vertici della Cnh Industrial (l’azienda che controlla Iveco). Un ripensamento e un’incertezza sulle operazioni future dovuti alla crisi e al calo degli ordinativi generati dalla pandemia e che riguarderebbero gli stabilimenti di Brescia e Lecce. «Quanto sottoscritto al Ministero dello Sviluppo economico deve essere rispettato perché, finalmente, dopo dodici anni di continui e sofferti piani di ristrutturazione, perdite occupazionali e importanti sacrifici, potevamo sperare su una manovra strutturata e rivolta al futuro. Gli operai hanno già dato tanto in passato, è arrivato il momento di una soluzione sostenibile a lungo periodo» ha detto Alessandro Conti, segretario provinciale Fismic. A rischio decine di milioni di euro di investimenti, previsti già a partire da quest’anno e fino al 2024, per portare la produzione dei Daily 4x4 ad uso civile da Bolzano in città e per il via libera alla linea di elettrificazione dei veicoli Daily e dei camion Eurocargo. Ombre sono gettate anche sulla possibilità di avvalersi di ammortizzatori sociali come i contratti di solidarietà: «Brescia non può più pagare scelte errate - sottolinea Stefano Olivari, segretario generale Fim-Cisl -. Le decisioni prese non devono venir meno, è indispensabile tutelare una realtà che ha segnato una pagina indelebile nella storia industriale del Paese e che, fino agli anni della crisi, ha rappresentato un traino nella filiera dell’automotive». UNA POSIZIONE condivisa da tutti i rappresentanti sindacali dei lavoratori Iveco riuniti ieri nell’assemblea pubblica organizzata davanti l’ingresso dello stabilimento di via Fiume. Una protesta indetta nelle prime due ore di lavoro (ripetuta ad ogni inizio turno) e parte di un pacchetto di otto ore di sciopero previste per il mese di luglio: «Non ci fermeremo finché non avremo certezze sugli investimenti. Cercheremo di estendere la mobilitazione non solo ai quasi duemila lavoratori diretti ma all’intero indotto, che coinvolge oltre cinquemila addetti, fino ad arrivare a uno sciopero nazionale», promette Valentino Marciò, rsa Fiom-Cgil Iveco. Invocati anche l’adesion ealle mobilitazioni degli impiegati e lo stop agli straordinari, «rispolverando quel concetto di solidarietà fondamentale a raggiungere gli scopi prefissati». Si richiede pure l’intervento tempestivo della politica locale e del Governo «così da garantire l’occupazione – ribadisce Francesco Bertoli, segretario generale Cgil Brescia - e mantenere in vita un pezzo fondamentale della storia e dell’economia del nostro Paese». «Un’azione decisa - specificaIlario Venturini di Uilm-Uil - contro l’ennesima multinazionale che si tira indietro da accordi già firmati». Un tavolo politico che non può più attendere: i danni dal «ripensamento» di Cnh potrebbero avere risvolti di natura non solo economica e industriale ma anche sociale. «A volte il lavoro viene banalizzato – specifica Antonio Ghirardi, segretario generale Fiom Brescia - ma in gioco c'è la vita di centinaia di persone e delle loro famiglie». Uno scenario complesso che porta il segretario provinciale Ugl-Metalmeccanici, Guerrino Abeni, a richiedere allo Stato «un urgente e concreto impegno mirato alla filiera dell’automotive e, più in generale, al mondo dell’industria». •

Marta Giansanti
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1