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28.01.2020

Scosse
alla Corridoni,
«nessun rischio»

La scuola elementare Corridoni di via San Bartolomeo
La scuola elementare Corridoni di via San Bartolomeo

Le «scosse» attribuite, in parte a ragione a Innse Cilindri, resteranno anche se attenuate. Ma l’edificio è solido, e gli studenti della Corridoni non dovranno più catapultarsi fuori tutte le volte che sentiranno vibrare i vetri delle finestre. L’emergenza alla primaria di San Bartolomeo sta per finire. Ieri gli assessori Miriam Cominelli (Ambiente) e Valter Muchetti (Lavori pubblici), insieme ai tecnici Angelantonio Capretti e Carlo Lazzaroni, e con Fausto Minelli associato di Tecnica delle costruzioni al Dicatam dell’Università statale, hanno dato alle commissioni congiunte Ambiente e Lavori pubblici i risultati di un anno di indagini con strumenti sofisticati, concluse il 31 dicembre scorso. E hanno certificato in via definitiva che non ci sono rischi per gli alunni. Il disagio delle vibrazioni, però, resterà, e tra gli altri Massimo Tacconi (Lega) vedrebbe bene una «trattativa» con Innse, che non ha obblighi in tal senso, magari per spostare di notte le lavorazioni invasive. Come che sia, dopo le 12 evacuazioni tra gennaio e giugno, un’altra c’è stata a novembre, a indagini concluse. L’ultima. Per evitarle in futuro manca solo che la scuola adotti un nuovo Piano di emergenza a cui il Comprensivo Nord 1 sta lavorando di concerto con prefettura e Vigili del fuoco. Si pensava che fosse pronto già ieri ma bisognerà aspettare ancora qualche giorno. A detta degli stessi tecnici, il Piano è ora lo strumento centrale da mettere in campo per dare regole più «consone» ed evitare che si ripetano inutili evacuazioni con disagi e perdite di ore di lezione. Dal gennaio 2019 intorno alla Corridoni si è sviluppata una frenetica attività tecnico scientifica per accertare cause e pericolosità di vibrazioni che hanno fatto pensare a scosse sismiche e portato ogni volta all’immediato abbandono dell’edificio. E nel mirino sono finite subito le lavorazioni della vicina Innse Cilindri. Era il 19 di quel mese quando la Loggia ha ricevuto le prime segnalazioni dai genitori.


POI CI SONO STATI incontri tecnici e riunioni in prefettura, studi sulla stratigrafia del terreno condotti dal presidente dei geologi lombardi Gaetano Butticè, della Statale bresciana con Minelli e il coinvolgimento del Politecnico di Milano. E il quadro ora risulta completo. Si è accertato che in parte le vibrazioni dipendono da due macchine interrate Innse. «Lavorano per circa 5 minuti ogni 15 giorni – spiega Lazzaroni - e per alcuni episodi lasciano supporre un collegamento». Ma ce ne sono altri che non trovano relazione con Innse e lasciano immaginare altre cause ambientali. Ad ogni modo, in estate l’azienda, che per ammissione di tutti ha sempre collaborato e condotto studi analoghi con le università di Pisa e Torino, ha provveduto alla manutenzione delle due macchine e gli strumenti hanno rilevato una riduzione del fenomeno. Che già prima era stato misurato in 0.4 metri al secondo a fronte di una soglia di attenzione fissata per legge a 16 metri al secondo. Si è capito pure che la vulnerabilità sismica dell’edificio è di indice 0.6, quando il massimo è l’1 raggiungibile da costruzioni nuove realizzate con i criteri antisismici più aggiornati. «Un edificio non perfetto – riassume Minelli -, ma non preoccupante e sopra la media delle altre 100 scuole cittadine». E spiega che le vibrazioni sono accentuate dai «solai molto alti con luce importante, che spesso vibrano anche sotto i passi».


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Mimmo Varone
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