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24.01.2020

Scuola, per 796
docenti e Ata è tempo
di andare in pensione

Sono 796 le domande di pensionamento tra docenti e personale Ata della provincia di Brescia
Sono 796 le domande di pensionamento tra docenti e personale Ata della provincia di Brescia

Sono 796 le domande di pensionamento tra il personale della scuola, 615 di docenti, 181 di personale Ata. Sono pervenute entro il 10 di questo mese, data della proroga rispetto al fissato 31-12 del 2019; per i dirigenti la scadenza è più avanti. LA PERCENTUALE è alta, poco meno del 5%, sui 13.500 prof e 3.850 Ata più o meno stabili e rappresentano una bella fetta delle 4.500 di docenti e 1.245 Ata di tutta la Lombardia, dove Brescia è seconda soltanto a Milano. Il gruppo più consistente riguarda i prof delle superiori 230, la primaria ne conta 198, la secondaria di primo grado 141, 46 sono nell’infanzia. Anche l’anno scorso i pensionamenti sono stati circa 800, di cui 200 Ata: sono per il secondo anno gli effetti dell’introduzione di Quota 100 ma anche dell’Opzione donna che consente l’uscita a 58 anni con 35 anni di contributi. Gioca anche l’età media alta del corpo insegnante italiano. In due anni comunque un bel ricambio. A questo punto, secondo i sindacati i cui vertici nazionali hanno incontrato ieri il ministro Lucia Azzolina, si fa sempre più urgente l’emanazione dei concorsi già promessi e già finanziati, quello straordinario per 24mila posti della secondaria di primo e secondo grado che deve sanare in parte la precarietà, accettando chi ha almeno tre anni di cattedra nelle statali o paritarie, quello ordinario per 17 mila posti nell’infanzia e nella primaria cui si possono iscrivere coloro che hanno acquisito i 24 crediti trasversali con frequenza all’università. Il corso relativo esiste a Brescia alla Cattolica. Qualche altro migliaio dovrebbe riguardare il concorso per l’insegnamento della religione. Sono attesi a tali concorsi circa 100mila partecipanti. Uno sforzo notevole che richiederà tempo. «Se i bandi non usciranno al più presto non sarà possibile avere quel personale di ruolo entro l’inizio del 2020-21. Non capiamo il ritardo, anche se c’è stato un avvicendamento, visto che Azzolina era sottosegretario», commenta Luisa Treccani, segretario generale della Cisl Scuola. E Antonella Poli, segretario generale scuola Cgil, ribadisce il comunicato del lombardo, Tobia Sertori: «Chiediamo che vengano banditi al più presto i concorsi e avviati i percorsi abilitanti per le migliaia di precari». Il ministro nell’incontro ha parlato anche della riforma del sistema delle abilitazioni, sul tappeto, ma l’urgenza è ora quella di dare una sistemazione ai tanti supplenti annuali. I sindacati hanno già convenuto che, se non riceveranno risposte a breve, riprenderà lo stato di agitazione. Oltretutto in questi giorni vengono «licenziate» alcune centinaia di maestre diplomate che hanno perso il diritto dopo le varie sentenze. Restano dove sono però il loro contratto passa da indeterminato a determinato e, coloro che non hanno aderito al corso straordinario, aspettano il nuovo bando. Per quanto riguarda il sostegno, invece, sta per concludersi, sempre al Sacro Cuore, il corso di specializzazione, ma si sa che tutti i posti messi a disposizione dalle università non basteranno a coprire le necessità di specializzati. Le scuole sono anche alle prese con le assenze temporanee da coprire per alcune materie addirittura con le cosiddette Mad, le messe a disposizione di chi non era nella vecchia graduatoria triennale che dovrà essere rinnovata per settembre. •

Magda Biglia
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