CHIUDI
CHIUDI

21.09.2019

Scuola, troppe caselle vuote I supplenti non sono sufficienti

L’aula magna del «Castelli» gremita di insegnanti, molti dei quali non hanno ancora una sede fissa
L’aula magna del «Castelli» gremita di insegnanti, molti dei quali non hanno ancora una sede fissa

Non si riuscirà a coprire tutti i posti di sostegno con le supplenze annuali. E probabilmente anche qualche cattedra delle varie materie resterà a disposizione della chiamata dei presidi che dovranno attingere, esaurite le graduatorie, ai laureandi. Sono troppi i vuoti creati dai pensionamenti, più che raddoppiati rispetto al solito da Quota 100 e dai trasferimenti. Compresi molti spezzoni, arriva a quattromila l’elenco scritto delle disponibilità totali. Praticamente manca un posto su quattro e tanti saranno i precari della scuola bresciana. SI CALCOLA che siano 170mila a livello nazionale, 15-16mila in Lombardia. Negli istituti si stanno facendo i salti mortali con supplenze interne, all’Iis Castelli la commissione fa le ore piccole finendo alle 21 le operazioni per fare presto e recuperare il tempo perso con il blocco di lunedì scorso, ma il timore è che alcune cattedre, magari le più disagiate, restino senza titolare. La sperimentazione della chiamata centralizzata dei supplenti annuali non è facile per un territorio vasto con il Bresciano, problemi si creano, lo sforzo è grosso. Con il personale non docente si è quasi finito, forse mancherà qualche collaboratore scolastico. «Il sistema funziona, ogni volta che si presenta un inghippo si lavora assieme per risolverlo. Il sistema informatico del ministero che il sabato chiude alle 15 rimarrà aperto per noi. È un impegno di energie notevole per riuscire a dare i prof alle scuole, attesissimi dalle famiglie» spiega la dirigente del Castelli Simonetta Tebaldini. «Stiamo testando, l’anno prossimo tutto sarà perfetto», dicono anche i sindacati, a turno sempre presenti, per la prima volta assieme tutte le sigle. «Quello che non va - proseguono - è il reclutamento che deve essere completamente rivisto, è il fatto che il 25 per cento degli insegnanti sia precario. A livello nazionale stiamo riprendendo il discorso con il nuovo ministro che ha definito una piaga il precariato. Speriamo di fare passi avanti, dopo il fermo dell’accordo già firmato con il precedente Esecutivo» sottolineano Francesco Guadagno della Uil e Antonella Poli della Cgil. ALL’ATTENZIONE del ministro Lorenzo Fioramonti sta pure il nodo delle maestre diplomate prima del 2001 che dovrebbero perdere il posto di ruolo e passare al tempo determinato dopo la sentenza del Tar. Ieri mattina, giorno dedicato alle primarie, queste maestre non dovevano presentarsi al Castelli, perché rimangono dove sono per ora. I sindacati contano in un decreto d’urgenza. L’aula magna del «Castelli» era piena di diplomati e laureati, molti dei quali insegnano da parecchi anni e non hanno ancora una sede fissa. Sta in classe da 14 anni Luca Dominicini, salentino trapiantato, che sperava nel ruolo e invece era lì in attesa di una supplenza, ci sta da vent’anni Alice Barcella di Lovere, altrettanto diplomata che, dopo il avere fatto il concorso straordinario, contava almeno in una cattedra di inglese, «il più vicino possibile». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Magda Biglia
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1