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18.05.2019

Scuole che tremano, c’è l’ esposto

Il  recente sopralluogo dei vigili del fuoco e dei carabinieri  alle scuole di Sant’Eustacchio
Il recente sopralluogo dei vigili del fuoco e dei carabinieri alle scuole di Sant’Eustacchio

Si complica la vicenda Innse. A seguito delle vibrazioni da «terremoto» che hanno costretto ad evacuare per una dozzina di volte la primaria Corridoni, i genitori dei bambini hanno presentato un esposto alla Magistratura - che aveva già aperto un fascicolo senza ipotesi di reato né indagati - e Arpa Lombardia deve continuare le verifiche per la parte giuridica. È una delle novità emerse ieri mattina durante la prima riunione del tavolo convocato la settimana scorsa dall’assessore comunale all’Ambiente Miriam Cominelli, a cui hanno partecipato nella prima fase i tecnici di Ats, Provincia, Comune e di Arpa stessa, e nella seconda anche esponenti dell’azienda. LE INDAGINI continuano, dunque, mentre la Provincia si è resa disponibile per gli aspetti di sua competenza – precisa Cominelli -, e se necessario sarà pronta a riportare la questione in Aia, l’Autorizzazione integrata ambientale di cui necessitano alcune aziende per uniformarsi ai principi di Integrated pollution prevention and control (Ippc) dettati dall’Unione europea a partire dal 1996. Ora si tratta di capire se davvero sarà necessario. Intanto Innse assicura che dopo lo studio commissionato al Politecnico di Torino, i cui risultati escludono rischi di incolumità per gli alunni della Corridoni e delle vicine scuole del Comprensivo Nord 1, approfondirà il caso. «Ieri l’azienda ha dichiarato che nei prossimi giorni invierà a tutti i partecipanti al tavolo un verbale con le azioni che intende mettere in atto per risolvere il problema», dice Cominelli. Sicché, in presenza tanto delle iniziative aziendali che della continuazione delle indagini Arpa a seguito dell’esposto, si è deciso di aspettare gli esiti di entrambi i fronti, per valutare se sia il caso di trasformare il tavolo in una vera e propria Conferenza dei servizi. La quale conferenza – va precisato – sarebbe l’unica autorizzata a imporre controlli indipendenti all’interno del sito dell’Innse. In definitiva si aspetta ancora, per capire se questi controlli e altre misure saranno necessari oppure no. In ogni caso, «il Comune è fermamente interessato a risolvere il problema delle vibrazioni entro la riapertura delle scuole a settembre – sottolinea Cominelli -, per ora aspettiamo quel che ci comunicherà a breve l’azienda, poi decideremo come muoverci». D’ALTRA PARTE non si prospettano grosse novità dal regime di amministrazione straordinaria in cui si trova Innse Cilindri, che da tempo non fa parte più del «pacchetto» Ilva ma continua a essere gestita dagli stessi tre commissari dimissionari dal Colosso. L’ultimo bando per la ricerca di un investitore, che comunque pone come condizione la continuazione dell’attività corrente, è scaduto il 31 marzo, e «a parole pare ci siano degli interessi – spiega Francesco Bertoli di Fiom-Cgil -, ma di scritto non ci risulta nulla e il futuro dell’azienda per noi è ancora impossibile da definire». Se le cose stanno così, sarà abbastanza difficile che il problema si risolva con la dismissione pura e semplice delle lavorazioni attuali, compresa quella che in qualche modo dovrebbe essere responsabile delle vibrazioni. Scorciatoie non sembra esserci, dunque, e la soluzione del problema resta affidata soprattutto alle indagini che si faranno nei prossimi giorni, o alle iniziative di una futura, eventuale Conferenza dei servizi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mimmo Varone
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