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18.04.2019

Sei milioni contro le esondazioni dei torrenti

L’alveo del torrente Garzetta a Mompiano, dopo i lavori di pulitura
L’alveo del torrente Garzetta a Mompiano, dopo i lavori di pulitura

Le esondazioni di Garza e Garzetta minacciano le stazioni metro di Casazza e San Polo Parco, oltre a quasi quattromila abitanti, scuole, attività produttive. La Giunta Del Bono è pronta a mettere il tutto in sicurezza con una spesa di circa 6 milioni di euro. Si interverrà a Nord a partire dal crocevia di Nave, a Costalunga e a Sud in zona San Polo. Dietro c’è un lungo e complesso iter che ormai arriva a conclusione, e se tutto va bene le opere saranno cantierabili a partire dal 2021. IL PROGETTO prevede l’innalzamento degli argini del Garza a nord, dove tra Nave e Casazza era stato realizzato uno scolmatore per portare le acque nel Mella mettendo in sicurezza la zona centrale della città. Quell’intervento, tuttavia, ha risolto i problemi del centro ma ha lasciato inalterato quello dei dei quartieri a nord. Ora con l’innalzamento degli argini si metteranno al riparo dalle inondazioni 1.200 abitanti della zona. A Costalunga, invece, verrà realizzato un invaso di regolazione del Garzetta, che mette in sicurezza 500 famiglie e numerose infrastrutture come il Club Azzurri, la Scuola Edile, parte del Seminario vescovile, la palestra del Lunardi. A sud, infine si faranno argini per il contenimento delle acque del Garza mettendo al riparo dall’acqua la scuola di San Polo, la stazione metro e duemila abitanti. Ci vorranno 1,5 milioni a Nord, 1,7 a sud e 2,4 a Costalunga, tutti a valere sul Fondo nazionale per il dissesto idrogeologico. Tutti e tre i progetti sono stati trasmessi in Regione e inseriti nel programma nazionale a punteggi, e quello più in alto in graduatoria è relativo al Garza a sud. Il più indietro pare il Garza Nord mentre in posizione intermedia è Costalunga. In ogni caso tutti sono in posizioni di testa e i soldi, al 100 per cento a fondo perduto, dovrebbero arrivare per l’intera cifra. In caso contrario, la Loggia è già pronta a chiedere un cofinanziamento regionale, e il tal caso dovrebbe metterci del suo. L’iter è partito nel novembre scorso, quando il Consiglio comunale, primo in Lombardia, ha approvato una variante al Pgt, necessaria per adeguare i Piani di gestione del rischio idraulico dell’Autorità di bacino del Po, che aveva individuato aree allagabili anche lungo Garza e Garzetta. Su queste aree, va da sé, ci saranno vincoli urbanistici più stringenti, ma in compenso non si dovranno più temere allagamenti. IN FEBBRAIO, poi, la Giunta Del Bono ha approvato i progetti in modo che venissero inseriti nella graduatoria nazionale. Progetti realizzati sulla base di studi idraulici commissionati all’ingegner Giuseppe Rossi, poi entrati a far parte della variante al Pgt, e mercoledì scorso illustrati alla commissione Urbanistica presieduta da Guido Galperti. Ora si è in fase di progettazione definitiva per il Garzetta, mentre il Garza a nord e a sud sono a livello di preliminare. Il resto del 2019, dunque, sarà dedicato a renderli esecutivi tutti e tre, e l’anno prossimo sarà dedicato all’espletamento delle gare per aprire i cantieri fra un paio d’anni al massimo. Sempre che i soldi da Roma arrivino. Altrimenti, inevitabilmente, i tempi diventeranno più lunghi. In ogni caso, in Loggia c’è la certezza che, in un modo o nell’altro, le opere verranno fatte. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mimmo Varone
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