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19.02.2020

Sexy ricatto
a Balotelli,
chiesto processo

Mario Balotelli con la maglia del Nizza: fu all’epoca che si incontrò con la giovane vicentina ARCHIVIOIl pubblico ministero Pilla
Mario Balotelli con la maglia del Nizza: fu all’epoca che si incontrò con la giovane vicentina ARCHIVIOIl pubblico ministero Pilla

Era la notte fra il 25 e il 26 luglio 2017. Mario Balotelli era da poco uscito dallo stadio dopo aver disputato il turno preliminare di Champions League contro l’Ajax: quella sera era finita 1-1, con un gol proprio dell’attaccante italiano, e al ritorno, in sua assenza, i compagni del Nizza impattarono 2-2 in Olanda, passando il turno ed eliminando i favoriti. L’attaccante si era recato in un locale a festeggiare, e fu lì che conobbe A. M., vicentina, di 16 anni. Lei si era recata a Nizza al seguito di una parente; i due si piacquero e si scambiarono i numeri di telefono. In un secondo momento a lui sarebbero venuti dei dubbi: «Ma quanti anni hai?». Lei, per dimostrare che era maggiorenne, gli avrebbe inviato la foto della carta d’identità di sua cugina, che i 18 li aveva già compiuti. I due, in breve, ebbero una relazione. Ora si ritroveranno in tribunale. È NOTIZIA di ieri infatti che la Procura vicentina, con il pubblico ministero Vittorio Pilla, abbia chiesto il rinvio a giudizio di Roberto Imparato, 64 anni, l’avvocato di Asolo accusato di tentata estorsione nei confronti dell’attuale attaccante del Brescia. Il legale, assistito dall’avvocato Ernesto De Toni, dovrà presentarsi dal giudice; si difende con forza, assicurando di aver fatto solo il suo lavoro. Ma il magistrato, che ha coordinato l’indagine dei carabinieri della Procura, gli contesta di essersi adoperato affinché la ragazzina chiedesse al bomber 100 mila euro; in caso contrario, lo avrebbe denunciato per violenza sessuale. Non solo: Imparato, per convincere Balotelli a pagare, avrebbe anche contattato Alfonso Signorini, direttore del settimanale «Chi», per vendergli la notizia. Accuse che il diretto interessato respinge con decisione. Anche la procura per i minorenni, con il pm Mansueto Crepaz, avrebbe chiesto il processo per la ragazza, che oggi ha 19 anni. È assistita dall’avvocato Elisa Romeo e anche lei si difende, assicurando di essere solo vittima di atti sessuali da parte del calciatore: sarebbe andato più in là delle sue intenzioni. Lei lo ha denunciato a Brescia; ma la Procura lombarda non ha al momento chiuso le indagini. Balotelli, assistito dagli avvocati Vittorio Rigo e Enrico Baccaro, sostiene di non aver commesso alcuna violenza ma di essere stato ricattato. Per questo avrebbe reagito denunciando l’accaduto e facendo scattare gli accertamenti. I CARABINIERI hanno ricostruito i contatti telefonici fra A. M. e il calciatore, avvenuti tutti fra luglio 2017 e gennaio 2018; e non sarebbero moltissimi. Più di frequente sarebbe stata la giovane a cercare Balotelli, fino a una telefonata, che sarebbe stata registrata dall’imputata (gli inquirenti ritengono su indicazione del legale), in cui la giovane avrebbe precisato il quadro poi denunciato. E cioè che il loro rapporto intimo era andato al di là delle sue intenzioni. In precedenza, però, non lo avrebbe mai fatto; è per questo che la Procura ipotizza la tentata estorsione, ritenendo la denuncia presentata a Brescia una delle manovre per ricattare il campione. È un fatto, comunque, che i due si siano sentiti (e forse anche visti) dopo la festa seguita alla partita con l’Ajax. Negli scambi non vi sarebbe nulla di sessualmente troppo esplicito. LE VERSIONI dei tre appaiono al momento inconciliabili. Da un lato il calciatore che sostiene di essere vittima di una giovane in difficoltà economiche che voleva da lui dei soldi per qualcosa che non aveva commesso, sfruttando le sue risorse e la sua notorietà; la pubblicazione della notizia che Super Mario era finito di nuovo nei guai per la sua «testa matta» gli avrebbe provocato dei danni, anche in termini di ingaggio. Dall’altro la ragazza, che sostiene di essere solamente parte offesa in seguito a una violenza, e di non avere ricattato nessuno. L’avvocato trevigiano sostiene di essersi adoperato semplicemente per tutelare una giovane che, con la madre, gli aveva riferito di aver subito atti sessuali non voluti. Ora, è verosimile - anche se non ne hanno l’obbligo - che le procure si confrontino sui risultati raggiunti dalle rispettive indagini, per fare piena chiarezza sui rapporti fra Balo e la ragazza vicentina. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Diego Neri
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