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18.09.2020 Tags: Brescia

Slitta il bando
del tram. Al
2021 per le risorse

Il progetto del tram a Brescia: dal ministero dovrebbero arrivare 250 milioni di euro
Il progetto del tram a Brescia: dal ministero dovrebbero arrivare 250 milioni di euro

C’è più tempo per presentare il progetto necessario a ricevere i finanziamenti per la realizzazione del tram di Brescia. Al progetto della Loggia viene incontro la richiesta dell’Anci, l’associazione dei comuni italiani, per uno spostamento in avanti dei termini di consegna della documentazione al ministero. Brescia stava correndo per arrivare in tempo: il termine precedentemente inserito nel bando per il trasporto rapido di massa era il 31 ottobre. I tecnici di Brescia Mobilità, la società incaricata dal Comune di redarre il tutto, stavano facendo gli straordinari. Ma evidentemente altre città avevano bisogno di più tempo, e comunque anche Brescia non disdegna l’allungamento. Così il ministero ha riformulato i termini, portando la scadenza al 15 di gennaio dell’anno prossimo. LA LOGGIA non disdegna perchè alcune cose sono successe e hanno ricadute sulla progettazione della tranvia. Il project financing con Ferrovie dello Stato su cui si reggeva la candidatura di Brescia è stato archiviato. E con quell’accordo è stata archiviata anche una delle due linee: la Bornata-via Vallecamonica. Al bando di gennaio Brescia partecipa solo con la linea Pendolina-Fiera, una «c» che copre l’ovest della città, a cavallo del fiume Mella. Uno stralcio accompagnato da una nuova e diversa richiesta di risorse: per le due linee Brescia chiedeva allo Stato il 49 per cento complessivo dell’opera (391 milioni di euro) e la copertura totale dei 60 milioni di opere complementari, mentre per una sola linea chiede tutto (circa 250mila euro). Come spiegato dall’assessore comunale alla Mobilità, Federico Manzoni, qualche settimana fa in occasione della decisione di puntare su una sola linea, la richiesta del 100 per cento comportava giocoforza l’addio al project financing e la rottura della partnership con Fs. UNA ROTTURA che tuttavia non significa completa interruzione di qualsiasi rapporto con la società già amministrata da Renato Mazzoncini (era a.d. quando fu siglata la partnership). Una collaborazione prosegue, proprio in vista del 15 gennaio: la riduzione da due ad una sola linea, infatti, implica aggiustamenti non colossali ma di una certa delicatezza, su cui continuano a lavorare anche i tecnici della società ferroviaria pubblica. Se Brescia dovesse aggiudicarsi le risorse, a quel punto la Loggia incaricherà Brescia Mobilità di fare la gara che potrebbe essere di due tipi: nel caso più probabile un appalto integrato, in cui le società partecipanti si impegnano per il pacchetto intero - sia per la progettazione che la realizzazione della tanvia -, o in un altro caso un appalto per la progettazione e uno per l’esecuzione. Come noto, la partecipazione a questo bando è figlia della decisione di rinunciare a quello precedente a valere su fondi 2018. Il progetto di Brescia - entrambe le linee, in project financing con Fs, come si diceva - venne temporaneamente bocciato, in attesa di integrazioni. Il Comune pero scelse di non presentarle, passando al bando successivo ingolosito dalla possibilità di un «all in». Avrebbe comunque potuto tentarlo col progetto intero, rilanciando entrambe le linee? Il tempo dirà se la Giunta Del Bono ha fatto la scelta giusta. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Eugenio Barboglio
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