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06.01.2020

Slot machine, ora il gioco è solo per i maggiorenni «Ma la privacy è a rischio»

Slot: gioco solo per maggiorenni
Slot: gioco solo per maggiorenni

Vita dura per i «furbetti del pokerino» minorenni: dal primo gennaio scorso, i giocatori di videolottery e slot machine devono dimostrare di avere un’età di almeno 18 anni. LA «GIOCATA» è possibile solo inserendo la tessera sanitaria nell’apposita fessura: in caso di documento scaduto o di minorenne la sessione di gioco non ha neppure inizio. Una novità prevista nel Decreto Dignità e che, per i gestori, avrebbe avuto un costo complessivo di circa 10 milioni di euro per adeguare le macchinette. Un cambiamento legittimo, che lascia spazio a qualche dubbio. La principale incertezza deriverebbe proprio dalla possibilità di essere tracciati. «Inserendo il documento ogni nostro dato viene segnalato. La privacy è solo un lontano ricordo», lamenta qualche habitué delle sale slot a Brescia. Niente di più sbagliato però, il decreto parla chiaro: «le modalità di accertamento della maggiore età avvengono mediante l’estrazione delle informazioni registrate nelle prime due tracce della banda magnetica senza essere memorizzate nelle banche dati del sistema di gioco Vlt». C’è chi, invece, ne fa una questione di memoria. «Ne dimenticherò parecchie lì dentro», prevede un altro giocatore. Perplessità riscontrate anche da Marco Sandoni, referente della «Sisal Wincity» di via Volta. «Sono molti ad aver paura di una possibile tracciabilità, ma li abbiamo già tranquillizzati - sottolinea -. Pian piano si abitueranno, dopotutto è come andare a comprare un pacchetto di sigarette al distributore automatico. Nonostante le perplessità non abbiamo assistito a un calo degli ingressi: i giocatori continuano ad affluire, qualcuno ha già dimenticato la tessera», aggiunge Sandoni, ritenendo la manovra «un passo importante e opportuno. Abbiamo sempre chiesto i documenti al minimo dubbio che il giocatore fosse minorenne e, in caso, lo abbiamo allontanato. Il problema, però, si presentava in particolare durante le partite di calcio, quando era alta la confusione - sottolinea -: in quei contesti riuscire a controllare tutti diventava complicato. Ora è tutto automatico e più semplice». PERCHÉ il gioco d’azzardo legale non è un «passatempo» per soli adulti. «Tanti minorenni provano ad entrare con un amico più grande o mostrando la foto del documento, sicuramente ritoccata, dal cellulare. È nostro dovere tutelarli», aggiunge Sadoni facendo riferimento alla possibilità «che facciano sciocchezze per avere in tasca soldi da giocare» e alla minaccia che la slot diventi un vizio, una malattia. Perché tante sono le vittime dell’azzardopatia: trovare sale slot deserte è quasi impossibile, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Si inizia a tentare la fortuna sin dalla mattina: uomini, donne, giovani, anziani, italiani, stranieri. In quelle «Las Vegas» in miniatura qualsiasi differenza viene annullata. Sono poche le certezze: l’impercettibilità dello scoccare delle ore e un portafogli condizionato dall’andamento delle giocate. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marta Giansanti
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