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25.01.2020

Sorpresi durante la razzia: arrestati

Da sinistra, il vice capo della squadra Mobile, Fabio Di Lella e il capo Roberto Di Benedetto FOTOLIVEUna delle fasi concitate, nei minuti immediatamente successivi alla razzia avvenuta in via Milano FOTOLIVE
Da sinistra, il vice capo della squadra Mobile, Fabio Di Lella e il capo Roberto Di Benedetto FOTOLIVEUna delle fasi concitate, nei minuti immediatamente successivi alla razzia avvenuta in via Milano FOTOLIVE

Lei, anziana e in grado di spostarsi solo con l’aiuto degli altri. Loro, pronti a razziare l’appartamento in via Milano mentre la signora era alle prese con una visita medica in ospedale. Ma ai due malviventi è andata davvero male e, dopo alcuni mesi di indagini sono stati riconosciuti e arrestati dalla squadra Mobile della questura di Brescia. Indagini che però, da quel 17 giugno scorso erano partite subito con il piede giusto. Gran parte del merito peraltro non va solamente agli investigatori, ma anche alla persona che aiutava l’anziana a superare i problemi di deambulazione e altro in casa. Una donna sudamericana, secondo quanto è stato spiegato ieri dal vice questore Roberto Di Benedetto, capo della Mobile e dal vice Fabio di Lella, che con il marito è rimasta tutt’altro che a guardare quando si è accorta, al rientro dall’ospedale dopo una vista medica, che nell’appertamento era in corso una rapina. QUANDO LA COPPIA sudamericana stava riportando l’anziana nell’abitazione di via Milano i due ladri erano già in azione. La donna era salita a prendere la sedia a rotelle quando si è accorta della razzia in atto. La casa era sottosopra, ma ciò che non ha lasciato dubbi è stato la presenza di una persona nell’appartamento, nella stanza da letto. È a quel punto che si rende conto che si tratta di un furto, cerca di scappare, grida ed esce. Ma l’uomo, un 60enne originario di Palermo, cerca di bloccarla per non farla uscire. Ed è in questo contesto che da furto l’azione del malvivente inizia a trasformarsi in rapina. La donna però riesce a fuggire, scende in strada e dopo essersi riunita all’anziana e al marito vede uscire la coppia di rapinatori che per farsi strada dà altri strappi. Ed è a questo punto che tutto si fa sempre più pericoloso. I due rapinatori, prima di darsi alla fuga provano anche a fingersi poliziotti. Con loro hanno il bottino: 1500 euro e monili. A QUEL PUNTO in ogni caso scatta l’inseguimento. In auto i due rapinatori, dietro a piedi il marito della donna sudamericana. L’auto dei malviventi, una Clio, imbocca una strada chiusa e l’uomo che l’insegue a piedi deve spostarsi repentinamente per non essere investito. L’auto quindi riesce ad allontanarsi. La fuga quindi riesce, ma a caro prezzo da un punto di vista investigativo. I due rapinatori, a volto scoperto, non hanno pensato alle numerose telecamere presenti nella zona. Ma, in particolare modo non hanno fatto caso all’attenzione prestata dalla coppia sudamericana a tutto ciò che stava succedendo. Non hanno perso di vista i due malviventi e quindi hanno saputo descriverli attentamente quando sono arrivati gli investigatori della Mobile. Un aspetto importantissimo, che aggiunto alle riprese, visionate per ore e ore dalla Polizia di Stato, ha successivamente consentito di dare nome e cognome ai due malviventi. Uno in particolare era una vecchia conoscenza degli investigatori bresciani, pur arrivando da un’altra provincia. Quando sono scattate le perquisizioni, i poliziotti in un caso hanno ritrovato i vestiti che il malvivente indossava al momento della rapina. Due giorni fa l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per entrambi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari
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