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21.08.2019

Sosta disabili
abusiva: oltre mille
multe all’anno

Più di 4 al giorno le multe per sosta abusiva nei posti disabili  FOTOLIVE
Più di 4 al giorno le multe per sosta abusiva nei posti disabili FOTOLIVE

A volte è la «fatica» di fare qualche metro a piedi in più. A volte è che il parcheggio proprio non si trova. A volte è che uno pensa «Ci metto solo un attimo, vado e vengo, che vuoi che sia». A volte è che uno non ci pensa e posteggia l’auto un po’ dove gli capita, senza badar troppo a cartelli, strisce colorate, civiltà. E sì che, anche volendo, non ci si può sbagliare: le strisce a terra sono gialle, il cartello col disegnino è molto chiaro, il posteggio è sempre quello più vicino all’ingresso ed è spesso libero. SARÀ QUESTO che ottenebra la mente del guidatore cittadino? Perché ogni giorno almeno tre bresciani parcheggiano l’automobile in uno degli stalli riservati ai diversamente abili senza aver esposto il cartellino, quindi senza averne il diritto. A dirlo sono i dati della Polizia Locale di Brescia: nel 2016 sono stati elevati 1.352 verbali per violazione dell’articolo 158, comma 5. Il 2016 è stato l’anno peggiore degli ultimi tempi, ma anche nei successivi non è andata meglio: 1.071 nel 2017, 1.290 nel 2018 e già 867 nei primi sette mesi di quest’anno. La media è di 3,3 sanzioni al giorno negli ultimi tre anni, mentre quest’anno la media è già oltre le 4 multe al giorno. Malcostume, maleducazione, inciviltà. Comunque lo si voglia chiamare, il «vizio» dei bresciani di parcheggiare l’auto in spazi riservati a chi ne ha diritto perché ha difficoltà motorie non accenna a diminuire. E questo nonostante la multa non pesi poco nelle tasche: oltre agli 87 euro di sanzione, chi viene beccato ad occupare uno stallo riservato ai disabili senza averne diritto deve anche assumersi l’onere di pagare il carro attrezzi (oltre 100 euro) perché l’auto – quasi sempre – viene fatta rimuovere dagli agenti della Locale. Oltre al danno economico, il guidatore «distratto» si vede decurtare anche due punti dalla patente. Sanzioni e penalità che però non sembrano fare breccia nella testa dei bresciani. «Non c’è una zona della città più colpita da questo fenomeno, questi comportamenti errati si rilevano un po’ ovunque a macchia di leopardo su tutto il territorio», a confermarlo è Francesco Natoli, commissario capo della Polizia Locale di Brescia. Lui stesso ammette che i verbali rilevati per questo increscioso malcostume non sia affatto pochi: «Quest’anno, fra l’altro, i dati su quelle multe fino a qui sono in aumento. Se continua in questo modo, ci attendiamo un record negativo per la fine dell’anno”. Nel 2018 la Locale ha multato oltre 108mila auto parcheggiate in divieto di sosta, circa l’1 per cento si trovava negli stalli riservati ai disabili. NON SEMBRA esserci un modo per prevenire o contrastare il fenomeno, nemmeno il lavoro costante degli agenti di polizia e degli accertatori del traffico che ogni giorno sul territorio cercano di non lasciarsi sfuggire nemmeno un automobilista indisciplinato. «Il problema è sempre culturale, è una questione di educazione perché le persone non riescono a capire il danno che arrecano con un comportamento del genere. Non si mettono nei panni di chi ha davvero difficoltà motorie» spiega ancora Natoli. Magari chi si vede portar via l’auto dal carro attrezzi poi se lo ricorda: «Cerchiamo di rimuovere il 60/70 per cento delle automobili che troviamo negli stalli per i disabili senza tesserino esposto. Purtroppo non sempre riusciamo a farlo perché è un’operazione che costa tempo, e se gli agenti sono impegnati in altre emergenze capita di lasciar correre e si lascia solo la multa» aggiunge il commissario capo. Ai dati sulle multe, se ne aggiunge un altro che ancor di più denota un’inciviltà che non accenna ad essere sconfitta: «Ogni anno sanzioniamo 40/50 abusi per la falsificazione del cartellino di disabilità da esporre sull’auto – racconta Natoli -. C’è chi se lo fa prestare, c’è chi lo fotocopia o tenta di contraffarlo, c’è chi non lo riconsegna una volta che la persona che ne aveva diritto non c’è più. Troviamo un po’ di tutto. Sarebbe bello capire come cambiare la testa delle persone» scherza il commissario capo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvana Salvadori
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