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31.05.2020 Tags: Brescia

Spazi e personale: elementari e medie, i dubbi di settembre

Con le distanze necessarie in classe potrebbero esserci 10-12 posti
Con le distanze necessarie in classe potrebbero esserci 10-12 posti

Settembre. Come sarà? La scuola si sta preparando, i tecnici hanno dato le indicazioni, ora tocca al ministero metterle nero su bianco. Non sarà a breve ma gli addetti stanno già affrontando i principali problemi. Due soprattutto, gli spazi e il personale, più il capitolo trasporti che grava però in particolare sulle superiori. Si cercano soluzioni, si aspettano risposte, il nodo è sempre quello delle risorse. UNO STUDIO di Tuttoscuola si interroga banalmente sul costo delle mascherine. Ne serviranno per un anno 2,7 miliardi. Chi le pagherà? Se le famiglie, costeranno 200 euro a figlio; se le scuole, in media 165mila euro l’una. I tavoli virtuali dell’Ufficio scolastico e della Prefettura lavorano, scambiano proposte sull’organizzazione logistica ma anche sulla necessaria innovazione didattica. Tutte linee guida perché alla fine ogni situazione dovrà risolvere i propri peculiari inghippi. Il tavolo ad hoc ha chiesto ai dirigenti di tutta la provincia entro il 3 giugno un censimento delle aree a disposizione e delle possibili esternalizzazioni. Qualche speranza esiste quanto agli organici. «La riduzione di orario, pare da 60 a 45 minuti, consentirà di recuperare tempo scuola, il calo demografico darà una mano, verrà inglobato l’organico del potenziamento. Eppure non basterà, serviranno nuovi docenti. Una possibilità sarà quella di incrementare ulteriormente i fondi di istituto, già aumentati di 40mila euro, in modo da recuperare tempi determinati per l’emergenza, un’altra quella di utilizzare i tirocinanti. Sono possibili anche aggiunte di organico», dice il dirigente dell’Ust Giuseppe Bonelli. Quanto ai posti per classi che dovranno venire dimezzate si è già alla ricerca perché l’obiettivo è di non utilizzare la didattica a distanza nel primo ciclo. Dall’infanzia alle medie si va a scuola, fosse pure per seguire le lezioni in video da un’altra stanza. Con i bambini delle materne le misure non sono semplici: difficile distanziare di un metro e non porteranno la mascherina. Saranno le maestre a essere trasformate in marziane, con le protezioni del viso, i guanti. Sono un po’ sconsolate perché a quell’età il contatto è importante. Alle primarie sarà più semplice il recupero di ore visto che la maestra è sempre quella, il discorso diviene più complicato con i prof specifici della materia che deve avere tot ore di insegnamento settimanali. E complicato è pure il numero di alunni per classe: il distanziamento richiede 2 metri quadri, suddividendo un’aula tipo, per tale parametro si arriva a 10-12 presenze massimo. Ma sappiamo che non mancano i 25-28 per classe. Un bel problema. Alessandra Gerardini è una docente della Carducci, vice preside. Non è convinta delle ore di 45 minuti: «Servono più colleghi se una parte della classe fa qualcosa e il resto un’altra; e servono più bidelli, per gli spostamenti, per le continue sanificazioni, non c’è niente da fare. Pensiamo poi a eventuali sostituzioni per malattia, non si può essere risicati senza ore a disposizione» sostiene. ERSILIA CONTE, dirigente del Comprensivo Nord 1 e Ovest 2, non è contraria a un parziale online per le medie: «Non ha funzionato male e poi abbiamo imparato, negativo è per me che gli alunni rimangano inchiodati nelle classi, posti all’esterno molto vasti non ci sono. Come sarà la ricreazione alla Lana con quasi mille ragazzini?». Giampietro Poli alla guida dell’IC di Adro sta cercando collocazioni fuori, per esempio all’oratorio. «Certo che passare da uno storico tempo pieno a 30 ore di 45 minuti non è molto bello!» sospira. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Magda Biglia
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