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14.08.2020 Tags: Brescia

Spazi limitati al Golgi, esplodono le polemiche

Prima l’acqua sui pavimenti e poi i danni al parquet della palestra
Prima l’acqua sui pavimenti e poi i danni al parquet della palestra

I ragazzi vogliono andare a scuola e così i genitori degli iscritti al corso per Grafico pubblicitario, tre anni più uno, si mobilitano per avere la quarta come previsto dalla norma; ma la situazione al Golgi di via Rodi, istituto superiore in piena città, con sezioni di tecnico e di professionale, sta diventando un bel problema. «Già da prima gli spazi non erano sufficienti in base alle regole anticovid e nessun intervento murario è stato effettuato; adesso, dopo altri disastri dovuti al maltempo, potrò far tornare tra i banchi la metà o forse meno dei 1250 iscritti. Gli altri si collegheranno per forza a distanza. Basti guardare come è messa la palestra dove, invece che educazione fisica, dovevano trovare posto quotidiano due classi. I tombini sono intasati e nessuno li svuota, i tetti sono rotti e non so cosa accadrà al prossimo temporale», si dispera la preside Francesca D’Anna che punta il dito contro la Provincia competente: «In altri istituti arrivano subito i tecnici a riparare i danni, io ho mandato mail su mail, richieste su richieste, e non ho avuto nemmeno risposta. Il caso è ben più grave della classe che non si può istituire, per la quale non avevo, è vero, fatto domanda, conoscendo la situazione dell’istituto che scoppia. Non c’è posto, non so più come fare. Dove metterò 52 classi?». E MENTRE la dirigente si dispera sullo stato dell’edificio le famiglie insistono e la accusano di non volere il completamento del corso, di essere responsabile anche lei della mancata possibilità, minacciando proteste più eclatanti: «Stiamo vivendo un momento di disagio enorme e ci sentiamo completamente abbandonati da chi deve tutelare il diritto allo studio dei nostri figli - scrive in una lettera Alessandra Ioffrida, mamma di una ragazza che frequenta la scuola e che dice di parlare anche a nome dei genitori i cui figli intendono concludere il percorso di studi con il quarto anno - . La preside del Golgi non ha nessuna intenzione di attivare la classe quarta nonostante la proposta formativa fosse sin dall’inizio 3 anni più 1 facoltativo. Non ha nessun senso logico dare la colpa all’emergenza sanitaria, il Golgi è provvisto di spazi inutilizzati ed era fisiologico che, finiti gli esami, una parte degli studenti avrebbe voluto continuare. Noi genitori stiamo portando avanti una battaglia contro i mulini a vento perché nessuno ci dà retta. Nessun interesse viene pure dalla Regione, il provveditorato dice di aver trovato una soluzione smistando i nostri ragazzi tra Scuola bottega e Artigianelli. Vengono trattati come studenti di serie C. Ma non ci arrendiamo e, se nessuno ci ascolta, se i nostri figli non potranno essere ancora essere studenti del Golgi, alla riapertura delle scuole in settembre noi saremo davanti ai cancelli e non faremo entrare nessuno». •

M.B.
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