CHIUDI
CHIUDI

23.05.2019

Sportello del garante, supporto per i detenuti

I rappresentanti istituzionali dopo l’inaugurazione dello Sportello
I rappresentanti istituzionali dopo l’inaugurazione dello Sportello

«La tutela dei diritti dei detenuti non solo è molto importante per tutto il mondo carcerario, ma deve essere recepita anche all’esterno: il compito del garante è anche di accompagnare la persona, quando finisce di scontare la pena, nel reinserimento in società, un percorso, spesso, caratterizzato da non accettazione e pregiudizi». Concetti ribaditi dalla garante comunale dei diritti dei detenuti, Luisa Ravagnani, in occasione dell’apertura dello Sportello regionale con analoghe funzioni al «Nerio Fischione» (già Canton Mombello) in città. BRESCIA, con due istituti carceri, è entrata nel circuito regionale degli sportelli che «diventano undici», ha spiegato Carlo Lio, il garante regionale, figura che si somma a quella territoriale per rafforzarne l’azione e avvicinare le istituzioni regionali al carcere, con l’intento di applicare il dettato costituzionale anche in questa realtà. «Una volta al mese sarò a Brescia per svolgere le mie funzioni», ha aggiunto. Il Pirellone ha una commissione carcere presieduta da Gian Antonio Girelli. «In un anno di mandato abbiamo approfondito la conoscenza della realtà carceraria in Lombardia, rilevando criticità in tutti i settori - ha detto il consigliere -. Lo sportello è un tassello che si aggiunge al nostro impegno di migliorare la situazione». Un supporto ulteriore, dunque, al garante comunale che, Brescia, da anni «svolge un lavoro importantissimo nel fare da tramite tra istituzioni e raccogliere le istanze dei detenuti», ha sottolineato la direttrice delle due strutture di pena, Francesca Paola Lucrezi, ricordando che sono circa 500 i detenuti tra «Nerio Fischione» e Verziano. Di questi in media tra le 300 e le 320 persone all’anno si sono rivolte a me, solo come primo colloquio cui sono spesso seguiti altri», ha aggiunto Ravagnani, impegnata anche a organizzare, con realtà del territorio, progetti di reinserimento dei detenuti e non solo. «È GRAVISSIMO il disagio che si riscontra nella comunità verso chi esce dal carcere: l’ex detenuto ha scontato la sua pena, quindi ha pieno diritto di essere incluso nuovamente nel corpo sociale», ha detto la direttrice. La presenza di due figure di garanzia non può che andare nella direzione di «un lavoro sempre più efficace a favore dei detenuti: restituire dignità alle persone che escono dalle carceri, allontanandole dai pericoli della recidiva, significa garantire più sicurezza a tutti», ha concluso Monica Lazzaroni, presidente del Tribunale di sorveglianza di Brescia. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Irene Panighetti
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1